Gianfranco Angioni, Referente Regionale USB PI SANITÀ, interviene sulle tensioni che stanno interessando l’ARNAS G. Brotzu e sulle importanti scelte organizzative che attendono l’Azienda.
«Il Brotzu sta attraversando una fase delicata. Alle questioni organizzative si stanno sovrapponendo pressioni politiche e sindacali, contrapposizioni e interessi che rischiano di distogliere l’attenzione dai problemi reali. Il confronto è legittimo, ma non può trasformarsi in una competizione per posizioni e spazi di influenza. Il Brotzu non è terra di conquista. È e rimane un’eccellenza della sanità pubblica regionale, un patrimonio della Sardegna che deve essere rafforzato, non indebolito da guerre di posizione e interessi di parte.
Una domanda, a questo punto, è inevitabile: è davvero casuale che questa escalation di attacchi e pressioni arrivi proprio mentre il Brotzu si prepara a definire il nuovo Atto aziendale e a compiere scelte decisive sul proprio assetto organizzativo e dirigenziale? È legittimo chiedersi a quali interessi rispondano certe iniziative e soprattutto chi possa trarre vantaggio da un clima di continua contrapposizione. Non vorremmo che, dietro il rumore delle polemiche, si giocasse una partita ben diversa da quella dichiarata. Il futuro del Brotzu non può essere deciso attraverso pressioni esterne, guerre sindacali o equilibri politici. Le scelte devono essere trasparenti, motivate e orientate esclusivamente al buon funzionamento dell’Azienda, alla tutela dei lavoratori e alla qualità dell’assistenza.
Le criticità organizzative sono concrete. I servizi informatici e delle tecnologie sanitarie, settori strategici per l’innovazione, la sicurezza e il funzionamento dei tre presidi, non possono continuare a essere privi di una direzione stabile. A questo si aggiunge la mancata nomina del Direttore Amministrativo, a mesi dalle dimissioni. Non si può ridisegnare l’intera Azienda lasciando scoperti ruoli dirigenziali fondamentali.
Particolarmente delicato è il ridisegno del Dipartimento di Chirurgia oncologica. Vogliamo conoscere il progetto organizzativo, l’integrazione tra le discipline, le strutture previste e le relative responsabilità. Le scelte devono rispondere alle esigenze assistenziali, valorizzare le professionalità e garantire percorsi di cura efficaci, non diventare occasione per ridistribuire incarichi.
Sulla Neuropsichiatria Infantile la nostra posizione è chiara: sosteniamo il trasferimento per tutelare i piccoli pazienti, le famiglie e i lavoratori. Servono ambienti adeguati, sicurezza, personale e risorse, garantendo continuità assistenziale e condizioni di lavoro dignitose. Chiediamo che si proceda con tempi certi, senza ulteriori rinvii.
Anche la Struttura Complessa dei Lavori Pubblici necessita di un’organizzazione adeguata alle esigenze dei tre presidi, con articolazioni operative, responsabilità definite e autonomia gestionale, anche nella gestione delle risorse umane. Manutenzioni, interventi strutturali e impiantistici richiedono riferimenti certi e capacità di intervento tempestive.
Il nuovo Atto aziendale deve essere presentato senza ulteriori ritardi, chiarendo il futuro delle Strutture complesse e semplici, gli incarichi vacanti e i criteri di assegnazione. Alla Presidente della Regione, Alessandra Todde, anche nella veste di Assessora ad interim alla Sanità, chiediamo un indirizzo politico chiaro. Alla Direzione Generale chiediamo decisioni, responsabilità e un cronoprogramma preciso.
Guardiamo con attenzione all’apertura della nuova Terapia Intensiva Pediatrica e alla realizzazione delle nuove sale operatorie del Businco: interventi fondamentali che dovranno essere accompagnati da personale, risorse e tempi certi.
I risultati ottenuti con gli accordi sulle RAR per i trapianti, sull’indennità di pronto soccorso e sulla produttività, oltre alla sottoscrizione del Regolamento DEP, dimostrano che il confronto sindacale può produrre risultati concreti.
Chi antepone logiche di appartenenza, ambizioni personali e conquista di spazi di potere ai problemi reali dell’Azienda non fa gli interessi dei lavoratori e tanto meno quelli dei pazienti. I lavoratori chiedono organizzazione, certezze e condizioni dignitose; i cittadini hanno diritto a servizi efficienti e cure di qualità.
Il Brotzu non ha bisogno di padrini, cordate o guerre di posizione. Ha bisogno di competenze, responsabilità e scelte trasparenti. La sanità pubblica deve venire prima di qualsiasi interesse particolare. Il futuro del Brotzu si costruisce rispettando chi ogni giorno lavora e garantendo il diritto dei cittadini a un’assistenza di qualità». Conclude Gianfranco Angioni











