Ha commosso l’Italia la storia del piccolo Domenico, il bimbo morto all’ospedale Monaldi di Napoli sabato mattina dopo un trapianto cardiaco. Tante le domande ed enorme, soprattutto, il dolore che ha toccato tutti coloro che hanno seguito con apprensione e affetto la lotta di mamma Patrizia e papà Antonio. L’artista Nicola Urru ha dedicato una splendida opera sulla spiaggia di Platamona. A corredo delle immagini, Urru ha scritto un messaggio struggente dedicato ai genitori del piccolo.
“Per i genitori del piccolo Domenico, questo non è solo il momento dell’addio, ma il crollo di un intero universo costruito sulla fede nella guarigione”, scrive Urru. “Affidarsi ciecamente alla medicina è un atto d’amore immenso e disperato; trovarsi ora davanti a un esito così tragico genera un senso di smarrimento che nessuna parola può colmare.
È un dolore “nudo”, privo di difese, che merita solo un rispettoso silenzio.
C’è un paradosso quasi sacro e terribile nel momento in cui varchiamo la soglia di un ospedale, portando tra le braccia ciò che abbiamo di più caro al mondo. In quegli istanti, spogliamo noi stessi di ogni potere e consegniamo il destino, il respiro e il futuro di un bambino nelle mani di perfetti sconosciuti.
È un atto di fede estremo, forse il più alto che un essere umano possa compiere: decidere di fidarsi di un camice, di una competenza che non possediamo, sperando che dietro quel rigore professionale batta un cuore capace di sentire la nostra stessa urgenza.
Ci ritroviamo a gravitare in un sistema che spesso appare come una macchina fredda, arrugginita da mancanze strutturali e dalla stanchezza di chi ci lavora, un ingranaggio che sembra quasi aver smarrito il senso profondo della cura per trasformarsi in un freddo automatismo”.













