Cagliari al buio: l’allarme di Ada Lai sulla sicurezza e la qualità della vita
Cagliari si spegne troppo presto. E con le luci, sembra spegnersi anche una parte importante della qualità della vita. È un atto d’accusa lucido e amaro quello affidato ai social da Ada Lai, dirigente di lungo corso del Comune di Cagliari ed ex assessore regionale, che racconta una serata qualunque trasformata in un’esperienza “allucinante” a causa dell’oscurità diffusa in città.
«Dalle 17.30 la città si è chiusa alla luce», scrive Lai, descrivendo una Cagliari avvolta nel buio: strade pericolose da percorrere in auto, tratti in cui è necessario procedere con gli abbaglianti, strisce pedonali completamente invisibili, marciapiedi dissestati e non illuminati. Una situazione che rende rischioso non solo guidare, ma anche camminare.
Nel suo racconto c’è la normalità di una serata fatta di piccole cose: shopping, una visita ai nipoti, una commissione per la sorella. Tutte attività che, sottolinea, «in una sola sera si possono fare solo grazie all’auto», difendendo con forza l’utilità della mobilità privata in una città che non sempre offre alternative efficienti e sicure.
Ma il problema va ben oltre il traffico. Il buio diventa sinonimo di insicurezza, soprattutto per chi si muove a piedi. «Il rischio di cadere sui troppi buchi dei marciapiedi è reale», osserva Lai, così come il timore di aggressioni nelle vie adiacenti il centro e nelle zone periferiche. Una percezione di pericolo che incide profondamente sulla vivibilità urbana.
Non manca una critica alle scelte sull’illuminazione pubblica: «Dove qualche lampione c’è, le lampadine moderne sono piccole e non fanno luce sufficiente». Una domanda resta sospesa, ma pesa come un macigno: si tratta di scelte ideologiche?
Secondo Lai, soluzioni semplici ed efficaci esisterebbero, come l’illuminazione delle strisce pedonali con pannelli solari, ma sembrano ignorate.
Il bilancio è severo: «Buio e degrado, e la qualità della vita va a farsi benedire. Sicurezza zero, in tutti i sensi». A pagarne il prezzo, avverte, non sono solo i cittadini, ma anche il commercio e la socialità, penalizzati da una città che di sera non invita a uscire, a incontrarsi, a vivere gli spazi pubblici.
La riflessione finale è un appello che suona come una richiesta di rispetto e responsabilità: «Cagliari merita di più». Una frase semplice, ma che racchiude il sentimento di molti cagliaritani che, come Ada Lai, chiedono una città più sicura, più illuminata e più attenta alla vita quotidiana delle persone.











