Non vogliono stare in silenzio e, tanto meno, accettare che le scuole che hanno scelto per formarsi siano delle scatole rattoppate dove mancano le esigenze basilari: al “De Sanctis” di via Cornalias sono i termosifoni che non riscaldano abbastanza le aule gelide dove gli spifferi, causati da finestre malandate, disturbano la serenità dei ragazzi. Molti genitori sostengono i figli in questa protesta, “hanno ragione” hanno espresso alla redazione di Casteddu Online.
Ieri sono rimasti fuori dall’istituto nonostante i richiami della dirigenza scolastica, proprio come i giovani del liceo scientifico “Alberti”: si sono ritrovati nella pineta di Su Siccu, meta accogliente per protestare in sicurezza. E loro sanno bene che con la vita non si scherza: la loro imponente voce si diffonde con forza per far valere le priorità che un istituto scolastico deve avere. Questa volta la battaglia riguarda una situazione igienico sanitaria precaria, causata dai bagni funzionanti a metà e l’acqua non presente in tutti i settori della scuola.
Ai colleghi che studiano a Cagliari si aggiungono quelli di Sanluri, della 4ª AFM precisamente. “Da novembre segnaliamo problemi gravi nella nostra classe: tutti i
termosifoni non funzionano e abbiamo anche una finestra rotta. In aula fa molto freddo e le condizioni non sono adatte per seguire le lezioni.
Dal rientro dalle vacanze abbiamo iniziato la protesta: sciopero in bianco mercoledì, giovedì e sabato, mentre venerdì siamo stati assenti perché la situazione era insostenibile.
Chiediamo che la nostra segnalazione venga ascoltata e che il problema venga risolto al più presto.
Siamo arrivata al tal punto che i professori stessi, stufi di aspettare interventi da di chi dovere, si sono messi loro ad aggiustarli”.
La determinazione delle nuove generazioni, insomma, che non è capriccio o voglia di allungare le vacanze di Natale, ma solo la richiesta di poter frequentare la scuola scelta senza dover elemosinare i diritti spettanti.









