La rabbia dei tassisti di Cagliari e Quartu blocca via Roma: “Uber farà i prezzi che vorrà e perderemo clienti, no alla concorrenza sleale” (VIDEO)

I centocinque guidatori di taxi protestano contro le “licenze facili” previste dal premier Draghi. Angelo Marabotto, tassista quartese: “No alla concorrenza sleale delle multinazionali, un viaggio in città lo facciamo pagare 6-7 euro, con Uber ci sarebbero prezzi improponibili”. Franco Di Maggio, tassista cagliaritano: “1800 euro al mese per 12 ore al giorno di lavoro, sono tante. Con le liberalizzazioni non faremo più niente, ci sarà da spararsi”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

L’ombra di Uber e delle altre multinazionali si abbatte anche sui tassisti di Cagliari e di Quartu Sant’Elena, scesi in piazza per protestare rabbiosamente contro le liberalizzazioni previste dal Governo Draghi. Un liberi tutti, quelle “licenze facili” unite a un’avanzata di realtà internazionali che detterebbero legge per quanto riguarda le tariffe. E con una concorrenza che creerebbe un eccesso di offerta se paragonata alla domanda locale. “La Regione senta i nostri sos e si sieda attorno a un tavolo con le altre istituzioni per fare in modo che le nostre richieste vengano discusse in modo approfondito”, questo l’sos unanime dei tassisti sardi, che per tutta la mattina hanno protestato sotto il Consiglio regionale, in via Roma a Cagliari. Angelo Marabotto, tassista da 25 anni, è il presidente del consorzio “Taxi Amico” di Quartu Sant’Elena: “Aderiamo anche noi allo sciopero nazionale, è una situazione piuttosto complicata quella relativa alla concorrenza prevista nel nuovo sistema del Governo. Vogliono mettere il servizio nelle mani di multinazionali, partendo da Uber. A Quartu lavoriamo in otto e abbiamo già la nostra app, un chilometro costa 1,10 euro e una corsa media tra i sei e i sette euro”, afferma. “Vogliamo continuare ad essere moderni ed efficienti ma diciamo no alle tariffe scelte in modo arbitrario. Con Uber, in caso di poche richieste i prezzi si abbassano, se sono tante si alzano, i cittadini dovrebbero pagare anche 4 o cinque volte di più rispetto al previsto. Non vogliamo che, con questa concorrenza sleale, ci venga soffiato il lavoro”.
Franco Di Maggio, da un quarto di secolo, guida il suo taxi a Cagliari: “Situazione tremenda con le liberalizzazioni, non ci sarà lavoro per nessuno. Siamo già in crisi tra noleggiatori con conducente e abusivi, nessuno controlla”, sostiene: “Uber e chi arriverà dopo significherà poco lavoro, non faremo più niente. In un mese riesco a guadagnare 1800 euro lavorando però dodici ore tutti i giorni, è tanto. Il lavoro scenderà, ci sarà da spararsi, spero davvero che non si arrivi a tanto”.


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