Ci sono storie che non possono essere archiviate. Chiedono di essere vissute, raccontate, incarnate. È a queste storie che torna a dar voce, per l’8° edizione, la rassegna Teatro da Camera proposta da La Fabbrica Illuminata con la direzione artistica di Elena Pau. Tre nuove produzioni, numerose ospitalità anche di autori e attori rinomati su scala nazionale e coproduzioni: in cartellone 9 spettacoli per adulti e 3 per bambini, dal 25 gennaio al 26 luglio. “Come nostra consuetudine, presentiamo un percorso teatrale che mette al centro la memoria come atto vivo, la storia come responsabilità condivisa e il mito come chiave per interrogare il presente. Un mosaico di spettacoli che attraversano il Novecento e la sua cultura dando voce a chi è stato rimosso, silenziato, tradito dalla Storia: i genocidi dimenticati, le grandi figure del mito e della letteratura”, dichiara Elena Pau fondatrice della Fabbrica Illuminata, assieme a Marco Parodi, oltre 20 anni fa. Il cartellone si apre domenica 25 gennaio alle ore 19.30 a Palazzo Siotto, in occasione del Giorno della Memoria. Con Al di là del muro è Martina Carpi voce recitante e Walter Bagnato al pianoforte a rendere omaggio diretto alla figura del nonno Aldo Carpi e alla necessità di ricordare ciò che non deve essere cancellato. Una storia del passato per rinnovare il disordine di quel presente, con tutte le sue tensioni: dalle parole di chi l’ha vissuto, un capitolo tragico della storia della famiglia di Martina Carpi, che pur senza proporselo, racconta La Storia. Il testo infatti è tratto da “Il diario di Gusen”, scritto da Aldo Carpi durante la sua prigionia in un campo di sterminio. Pittore, docente all’Accademia di Brera di Milano, intellettuale di origine ebraica Aldo Carpi (1886–1973) nel gennaio del 1944 viene arrestato dalla polizia fascista denunciato da un “collega”, con l’accusa di antifascismo. Deportato, Carpi continuerà a testimoniare attraverso l’arte e la scrittura l’esperienza della persecuzione, trasformando la memoria individuale in testimonianza universale. Riuscì a salvarsi e a tornare, fondamentalmente per due ragioni: essendo pittore gli ufficiali nazisti si facevano fare i ritratti e soprattutto perché, attraverso il diario, continuò sempre a coltivare il suo spirito e la sua umanità. La musica dello spettacolo è firmata da Fiorenzo Carpi, figlio primogenito di Aldo e musicista che ha segnato la cultura teatrale e cinematografica dal dopoguerra in poi, e dallo stesso padre di Martina. Il 3 febbraio alle ore 20.30, alla Sala M2 del Teatro Massimo, in un nuovo allestimento per sala teatrale, dopo il debutto dello scorso anno tra gli scavi archeologici di Sant’Eulalia, di Teti. Una ninfa, una dea di Giuseppina Norcia, con Roberta Pasquinucci, che firma anche la regia insieme a Mariano Botindari. Nella co-produzione La Fabbrica Illuminata – LaSardaproduce (Madrid) il mito diventa spazio di identità e trasformazione. Il monologo di un personaggio poetico, di una ninfa che si interroga sui perché, sull’esistenza e i suoi limiti, sugli interessi che muovono l’universo, e che con amore desidera una vita nutrita di bellezza e autenticità.
Il mito ritorna con forza il 21 febbraio alle ore 20 e il 22 febbraio alle ore 19, tra gli Scavi di Sant’Eulalia, con Io Medea vi maledico, da Medea di Christa Wolf, traduzione di Anita Raja, con Salima Balzerani che firma anche la regia, musiche di Roberto Feliciangeli e costumi di Alessandra Arceri. Una nuova produzione che restituisce a Medea la straniera una voce lucida, politica, radicale. E rendendole dignità e verità, approfondisce la condizione dell’esule e la condanna derivante dalla sua diversità. Il 21 marzo alle ore 20.30 e il 22 marzo alle ore 18.30, nella saletta di teatro da camera di via Falzarego, la rassegna incontra la letteratura italiana con La breve storia del Fu Mattia Pascal, progetto per un monologo tratto dal romanzo di Luigi Pirandello, scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Boy, produzione Il Crogiuolo. Un intrattenimento salottiero per entrare nel profondo di pensieri ed emozioni, con intermezzi musicali originali composti e interpretati dalla violinista Angelica Turno e ispirati dai quartetti d’archi di Arnold Schoenberg. Il 26 aprile alle ore 19, a Palazzo Siotto, in occasione della commemorazione del Genocidio Armeno e per la sezione La Storia non si cancella, esordisce la nuova produzione Delle nostre memorie, recital per voce e pianoforte con Anna-Lou Toudjian e Irma Toudjian. Un attraversamento del dolore per percepire, trasmettere e condividere le tracce di chi ha lasciato agli altri qualcosa che commuove, emoziona e permette di proseguire un cammino personale e collettivo. Un atto di memoria e poesia nelle rovine profonde di un popolo per ricostruire, forse, un futuro migliore. Il 23 maggio alle ore 20 e il 24 maggio alle ore 19, nella zona archeologica di Sant’Eulalia, debutta la mise en éspace Seguitemi di Sonya Orfalian, con Elena Pau e i costumi di Marco Nateri. Questa nuova produzione, che intreccia racconto, identità e diaspora, è l’invocazione di una donna senza nome che ha attraversato un’esistenza tormentata con la tempra di una leonessa e la forza di una tigre. Cresciuta nella brutalità e senza affetto, non si è lasciata piegare, ha abbracciato la solitudine e appena ha potuto ha scelto lucidamente la via della prostituzione, dalla quale ha tratto tutta la sua esperienza e conoscenza umana. Un monologo continuamente interrotto da vuoti di memoria, ricordi perturbanti, spaesamenti, ma anche da squarci di assoluta libertà che parlano di uno spirito ancora indomito e della sua irriducibile adesione alla vita nel momento in cui le sfugge via.
La rassegna prosegue in estate nella bellissima Villa Asquer di Assemini dove il 21 giugno alle ore 20.30 va in scena Amore e rivolta, con la cantautrice Claudia Ottavia, Simone Frau all’elettronica e Fabrizio Lai alle chitarre: un viaggio tra parola, musica e contemporaneità che fonde sonorità cantautorali, elettroniche e performative per raccontare le contraddizioni del nostro tempo, trasformando emozioni e tensioni in un racconto che va oltre la semplice canzone, offrendo un’interessante dimensione narrativa e performativa. Il 5 luglio alle ore 20.30, sempre a Villa Asquer, E cantava le canzoni. Rino Gaetano e gli anni ’70, con Giacomo Casti, Matteo Sau e Alessia Farci, restituisce memoria a una stagione di musica e contraddizioni. Prodotto da Antas Teatro, lo spettacolo è un viaggio che prende in prestito alcune delle canzoni più amate del cantautore romano-crotonese per parlare di lui e dell’aspetto più sottovalutato degli anni Settanta, il fatto che siano stati anche anni incredibilmente divertenti. In chiusura di rassegna un grande attore, autore e regista tra i più rappresentativi del teatro italiano contemporaneo: Maurizio Micheli. Ha firmato e interpretato spettacoli di grande successo come Mi voleva Strehler e Nessuno è perfetto, diventati punti di riferimento della scena nazionale. Il suo stile coniuga comicità, ironia e profondità drammaturgica sia teatro, cinema o televisione. Da autore-attore ha creato personaggi e testi entrati stabilmente nell’immaginario teatrale italiano. L’appuntamento con Micheli è per il 26 luglio alle ore 20.30 a Villa Asquer, con uno dei suoi grandi classici: Uomo solo in fila con Gianluca Sambataro al pianoforte, regia di Luca Sandri. In un’anonima sala d’attesa, Pasquale dà vita a un flusso ininterrotto di parole, pensieri e ironia, incarnando l’uomo qualunque in fila davanti al destino.
Maurizio Micheli interpreta con maestria questo personaggio colto, fragile e visionario, intrecciando monologo, canto e citazioni letterarie. Accanto a lui, le musiche di Gianluca Sambataro accompagnano e amplificano il racconto. Uno spettacolo intenso e brillante, che trasforma l’attesa in una riflessione lucida e divertita sulla vita contemporanea. Come di consueto, completano il cartellone i 3 appuntamenti dedicati ai più piccoli per la mini rassegna Teatro da Cameretta. Nella saletta di via Falzarego alle ore 17.00 vanno in scena; il 1° febbraio Fuori! di e con Rahul Bernardelli, prodotto da Le Compagnie Del Cocomero; il 15 febbraio è la volta di Diario di un Trinceratopo, di Rita Atzeri e con Alessio Arippa, Alessandro Redegoso e Annalisa Serra, produzione Il Crogiuolo e infine il 1° marzo E Se I Topolini Scoprissero I Tombini di e con Marta Proietti Orzella, Produzione Abaco Teatro.













