La denuncia degli ecologisti: “Il litorale di Quartu S. Elena non è un deposito di rifiuti”.
“Campagne di educazione ambientale, cartelli informativi, pulizie straordinarie, tutti fattori che dovrebbero portare a una gestione per lo meno dignitosa dei nostri beni ambientali.
Eppure…
Cosa c’è di meglio che utilizzare una piazzola di sosta a picco sulla scogliera quale comoda piattaforma di scarico di rifiuti di ogni genere?
Dev’essere l’idea di molti, troppi criminali ambientali che con loro delinquenziale attività hanno trasformato un ripido canalone sul mare di Cala Regina, sul litorale di Comune di Quartu S.Elena in un’autentica discarica, fin quasi a colmarlo con ogni genere di immondizia.
Ma è tutta l’area circostante a esser costellata di cumuli di rifiuti, tra i quali spicca quello che fa bella mostra di sé nell’alveo del rio Murtaucci.
Anche l’area di Mari Pintau non dispiace affatto a chi scambia la propria Terra per una grande potenziale discarica, come testimonia qualche quintale di cartongesso depositato ai margini dello stradello che sale sulla collina posta di fronte alla famosa spiaggia di ciottoli.
Il quadro complessivo è quello di una seria compromissione ambientale in un’area di notevole pregio naturalistico (che include anche il Sito di Interesse comunitario “Bruncu de Su Monte Moru-Geremeas”, che rende quanto mai necessari urgenti interventi di bonifica che devono essere seguiti da imprescindibili efficaci azioni di controllo e repressione.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, pertanto, inviato un’istanza di bonifica ambientale al Comune di Quartu S. Elena, alla Città metropolitana di Cagliari e al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale con anche la richiesta di svolgimento di controlli (anche da remoto) per scoraggiare e sanzionare i cafoni.












