La banda “Tottubeni” sfida i Murrungiones, è guerra nel nuovo Poetto

Il rapimento di un Sel-lino, l’allagamento dei marciapiedi, poi il caso clamoroso: la spremuta di un furuncolo finisce nell’occhio dell’avversario politico. L’analisi semiseria di Gianfranco Carboni

Nella città dei Capula e Torri bianche, di Giorgio e Jacopino Calearo Fratino e le Mura bianche la lotta prosegue ed il conflitto ha avuto un’ulteriore recrudescenza. La schermaglie della guerra “de mesu giornara”, la rivolta dei quadrupedi nella Spiaggia dei Cani, Belzebù “calau de Sa Sedda” inseguendo “figu morisca” (Fico d’India) hanno costretto le truppe dei “banda totubeni” ad aumentare le difese minando le cinte dunali dell’arenile. Tanti motivi non conducono alla pace auspicata da autorità e da autorevoli cittadini, molto è dovuto alla causalità.

Indiscrezioni parlano di un’esponente della “banda tottubeni”, pacificamente disteso nella nera sabbia a poca distanza da lui, in incognito, un militante dei ribelli spregiatamente definiti dal potere “murrungiones”. Ma stiamo ai fatti: l’attivista della banda totubeni pare fosse disteso insieme alla compagna sul telo da mare, quest’ultima intenta puntigliosamente a schiacciare is pipisiasa (foruncoloni) dalla schiena del suo lui, la sfortuna vuole che la spremuta finisca nell’occhio dell’avversario, un affronto seppur involontario con conseguente escalation.

I successivi avvenimenti: il rapimento di un sellino, l’attacco al tramvi, il tentativo di far detonare le mine, l’allagamento dei marciapiedi, i cartelli di attenzione per evitare imbrunchinate non possono che essere riferiti all’evento. In questa spirale perversa il caso conta ed in modo particolare nell’interlunio del mese di agosto che quest’anno coincide con la giornata internazionale de su trimuligioni – la notte dei lunghi coltelli. Per cui il consiglio, appartatevi per le ferie, guardatevi le spalle, tocca a noi cittadini inerti, tal quali, indifferenziati, esprimere decisi rifiuti alle provocazioni. Astenetevi da prendere posizione: Piani strategici, Piani del Centro e di periferia, Scale straordinarie fronte Ospedale civile, pavimentazioni di basolato bianco, fabbriche dechè e de quo. Non vi è pace in quest’estate calda – la più calda di sempre – pensate a che succede per una spremuta di foruncolo, contro i murungionisi e i cani sciolti si istallano mine e trincee. Vinca il migliore. Attendiamo l’esito invocando l’urlo: no war, peace, love and rock’n roll. Gianfranco Carboni


In questo articolo: