Clamorosa esclusione anche di Ita dalla continuità aerea: bando azzerato, niente aerei, sardi a terra

Non era mai successo in 22 anni di continuità territoriale faticosamente conquistata: regna il caos più totale nei cieli dell’isola. Dopo Volotea, anche Ita è fuori per carenza di requisiti, cioè di aerei. Una situazione “assurda, gravissima e senza precedenti”, dicono i parlamentari del Pd che chiedono al governo di prendersi le competenze per salvare cittadini e attività economiche dall’isolamento totale. L’assessore leghista Todde annuncia l’avvio di trattative private con 12 vettori, ma intanto fra 7 giorni i sardi non potranno più volare

Non si era mai visto nulla del genere. Mai, in 22 anni di continuità aerea faticosamente conquistata dalla Sardegna per potersi spostare su Roma e Milano senza farsi spennare e ricattare, si era rimasti a zero aerei e zero biglietti a 7 giorni dalla scadenza del bando in corso. La Regione, dopo aver escluso Volotea, ha escluso nel pomeriggio anche Ita per carenza di requisiti. In pratica, Volotea non aveva mandato la carta d’identità del patron della compagnia, Ita invece non ha proprio gli aerei. O almeno, non in quantità sufficiente a garantire gli sposamenti minimi dei sardi verso la penisola. Il risultato è che il bando, che doveva coprire i 7 mesi dal 15 ottobre al 15 maggio, valore 37 milioni di euro, è stato azzerato. E che i sardi dal 15 ottobre non potranno uscire dall’isola. E che acquistare un biglietto è impossibile, perché non c’è nessuna compagnia aerea che, al momento, può trasportare i sardi oltre il mare.

 

 

L’assessore leghista Giorgio Todde, titolare dei Trasporti, dice che ora si va alla procedura negoziale. Significa che si avvierà una trattativa privata con 12 compagnie nella speranza di ingaggiarne una. Ma il dramma vero è essere arrivati a questo punto. Con una continuità marittima inesistente e una aerea scaduta: una situazione che non ha precedenti e che rischia di creare danni enormi non solo economici ma anche d’immagine alla Sardegna.

Unanime il coro di critiche e condanne da tutto il mondo economico sindacale. “La Regione Sardegna si trova in una condizione disperata a causa del proprio immobilismo e della propria irresponsabilità e inadeguatezza, avendo atteso come da prassi consolidata, gli ultimi giorni utili per approntare un bando cosiddetto di emergenza, che è tale soltanto per l’inerzia della regione, in quanto il passaggio di consegne da Alitalia a Ita era noto da oltre un anno”, dice il consigliere regionale dei 5 Stelle, Roberto Li Gioi. Parla di “contorni sempre più drammatici” Confindustria, sottolineando che la situazione apre prospettive inaccettabili per l’economia e per l’intera società sarda. Dopo anni di gestione emergenziale, caratterizzati da rinvii, proroghe ed aggiustamenti dell’ultimo momento, si è arrivati a una condizione di confusione e totale incertezza che emargina ancor più la Sardegna, già duramente provata da decenni di crisi economica e dalla recente crisi sanitaria”. Non è più tenera la Cgil, che parla di “un disastro sotto tutti i punti di vista le cui conseguenze le stanno subendo i sardi. Non sono serviti a nulla i numerosi appelli da noi fatti affinché la Regione attivasse un tavolo di confronto con le parti sociali che, come sempre, avrebbero dato un contributo di idee e di proposte volto al bene della intera isola. E non sono state sufficienti 7 proroghe per trovare una soluzione ma, per l’ennesima volta il diritto alla mobilità è appeso ad un cavillo e ad alcuni documenti non presentati”, incalza il segretario Filt Cgil Arnaldo Boeddu.

Una pericolosa situazione di stallo, insomma, che spinge i parlamentari del Pd Romina Mura, Andrea Frailis e Gavino Manca a una clamorosa proposta: che il governo assuma le competenze sulla continuità territoriale. “Il rischio di rimanere prigionieri nella nostra isola si fa di ora in ora più concreto: siamo in una situazione assurda, gravissima e senza precedenti, per cui chiediamo al ministro Giovannini di avocare a sé le funzioni assegnate alla Regione Sardegna garantendo che ai sardi non sia strappato il diritto alla mobilità e ai collegamenti aerei col continente”, dicono i parlamentari. “Mentre Solinas correva a confermare fedeltà a Salvini – continuano i parlamentari dem – il bando della continuità territoriale aerea naufragava. A questo punto si deve prendere definitivamente atto che la giunta Solinas non solo non è in grado di garantire le più importanti esigenze dei sardi ma nemmeno di sostenere le responsabilità connesse alla nostra autonomia regionale, di cui andiamo fieri ma che – concludono – ogni giorno viene indebolita e calpestata”.


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