Is Urigus, i residenti mettono in (s)vendita le case per protesta: “No alla discarica” dei veleni a due passi dalle case, ma i lavori vanno avanti nonostante la mobilitazione del territorio intrapresa da mesi nel silenzio assordante delle istituzioni regionali.
Al loro fianco anche i sindaci del Sulcis che appoggiano le preoccupazioni dei cittadini per un danno ambientale e rischi per la salute che la discarica potrebbe generare.
“Visto che l’Assessore all’Industria e l’Assessora all’ambiente latitano, e visto che a causa di questo silenzio i lavori alla cava continuano con un danno al nostro territorio che sta diventando irreversibile, chiediamo l’intervento immediato della presidente Alessandra Todde per porre fine alla svendita del nostro paese e alla svendita dell’intera Sardegna in favore dell’ interesse privato.
Il Comitato No alla Discarica di Is Urigus, causa il silenzio delle Istituzioni, riprende ufficialmente la protesta” comunicano i cittadini.
Una protesta che questa volta viene intrapresa con i cartelli “vedesi” fuori dal portone di casa, una lotta troppo importante poiché in gioco c’è la salute e la premura di conservare un territorio che già tanto ha dato e subito.
La mobilitazione è partita la scorsa estate quando il Comune aveva annunciato la costruzione ed esercizio di un impianto di smaltimento controllato di rifiuti speciali non pericolosi in località “Su Giri de sa Murta” nel territorio di San Giovanni Suergiu.
“La nostra amministrazione e la nostra comunità non possono accettare che il territorio comunale ospiti un impianto di smaltimento di rifiuti speciali.
Ci siamo opposti in tutti questi anni ai vari assalti e continueremo a farlo nel rispetto della legge e soprattutto facendo valere gli interessi della nostra popolazione: salute, tutela ambientale e sviluppo sostenibile” aveva comunicato la sindaca Elvira Usai.
“Da oggi saremo tutti impegnati a difendere la dignità del nostro paese che non può essere svenduta. Da oggi si vedrà chi lotta per difendere San Giovanni Suergiu e chi come sempre sta dietro il muretto a secco nella speranza di colpire in modo vigliacco l’operato degli altri. Noi abbiamo gli argomenti per tutelarci nelle sedi opportune ma abbiamo bisogno della forza e della reazione della nostra comunità”.













