“Io, papà separato e prof precario a Cagliari: se perdo il lavoro farò lo chef”

Valerio Polito, 44 anni, insegna Enogastronomia all’Azuni: “Sono precario dal 1996 e ad aprile, se un mio collega dovesse vincere il ricorso verrò sbattuto fuori dalla scuola”. Il piano b? Fuggire all’estero “a fare lo chef: in Italia non c’è speranza”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Da Taranto a Cagliari per amore. Valerio Polito, 44 anni, arriva in Sardegna nel 2011: “Mi sono sposato con una sarda, poi ci siamo lasciati. Oggi sono un papà separato e un prof precario all’Azuni”. La sua è una delle tante, troppe cattedre traballanti: “Insegno Enogastronomia, sono anche chef. Ho iniziato a insegnare nel 1996, quindi sono precario da ventiquattro anni”, osserva, disperato, Polito. Nel suo caso, il tanto contestato concorso imbastito dal ministero della Pubblica Istruzione non lo preoccupa. Non perché sia sicuro di passarlo bensì perché rischia che, per lui, sia inutile: “Un mio collega ha fatto ricorso dopo un accesso agli atti in un’assurda guerra tra poveri. Il 10 aprile Il giudice dovrà decidere, se lui avrà ragione entrerà in seconda fascia e io sarò sbattuto fuori dalla scuola”. A quel punto il dramma sarebbe totale, e all’uomo resterebbe una sola carta da giocarsi.
“Riempire una valigia, stavolta non di cartone, e fuggire all’estero per ritornare a fare lo chef. Qui in Italia non c’è nessuna speranza”.


In questo articolo: