Il disastro è compiuto, Sardegna isolata: forfait di Ita e Tirrenia nel silenzio della politica

Situazione tragica, i sardi sono completamente isolati. I deputati di Fratelli d’Italia: ora servono riforme e impegno. Intanto si torna vergognosamente a vent’anni fa, in termini di disagi e di costi per spostarsi

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La situazione trasporti, come più volte denunciato dal nostro giornale, per la Sardegna si è fatta insostenibile. Disastrosa, con la nuova compagnia aerea Ita che annuncia di non poter subentrare ad Alitalia nelle tratte da e per la Sardegna dal 15 ottobre, la Tirrenia che dichiara la cancellazione della tratta Civitavecchia-Arbatax-Cagliari e non solo. Non una sorpresa, era già tutto previsto, abbondantemente, nell’indifferenza della politica, rimasta immobile a guardare che il disastro si consumasse.

“Sono notizie che non possono essere una sorpresa visto che la nuova compagnia Ita nasce dalle ceneri di Alitalia e ancora oggi è oggetto di trattative del Governo e lo stesso si può dire di Tirrenia e della tratta Civitavecchia-Cagliari, visto che il ministro ha bandito una gara e due manifestazioni d’interesse andate deserte”, denunciano i deputati di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda e Mauro Rotelli.
“Sin da inizio legislatura abbiamo, più volte, chiesto tavoli di riforma e un’attenzione ai trasporti dell’Isola, considerata la crisi di Alitalia, Air Italy, per non parlare poi di Moby Tirrenia. Purtroppo, registriamo un disinteresse e un continuo ricorrere a provvedimenti di urgenza che non producono nulla e una situazione che rischia di ledere il sacrosanto diritto alla mobilità dei sardi e di tutti i cittadini che vogliono partire da e per la Sardegna. Un danno incalcolabile anche per l’immagine. Ora, occorre veramente tutto l’impegno e servono delle vere riforme. Ad oggi, non siamo mai stati ascoltati e l’eredità prima di Toninelli e poi della De Micheli sono macerie”, concludono gli esponenti di FdI.

Non è certo l’immagine quella che preoccupa i sardi, ostaggio di incompetenza e negligenza. Si torna vergognosamente vent’anni indietro, con quello che significa in termini di disagio e di costi economici.

 

 


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