Maracalagonis, guarisce dal Covid dopo 40 giorni: “Il virus stava per uccidermi, non vedo l’ora di vaccinarmi”

Valentino Ghironi, 34 anni, ha trascorso quasi un mese, col casco, al Binaghi: “Per il vaccino ero titubante, alla fine avevo prenotato per settembre ma non ho fatto in tempo”. La sindaca Fadda: “Il virus ha rischiato di ucciderlo bruciandogli i polmoni. Vaccinatevi, ne va della vostra vita”

Ha lottato contro il Coronavirus per quaranta giorni, da quel 25 luglio quando, dopo aver già scoperto di essere entrato in contatto con un positivo ed essersi isolato a casa, gli è venuta la febbre alta e ha fatto il tampone: “Positivo”. Valentino Ghironi, 34enne di Maracalagonis, ha vissuto tutto l’inferno legato al virus: “All’inizio mi avevano portato al Brotzu, lì mi hanno fatto il tampone ed è emersa la mia positività. Poi ero stato rimandato a casa, ma dopo qualche giorno son stato ricoverato al Binaghi. Lì ho indossato il casco sino a pochi giorni prima delle mie dimissioni: sono entrato in reparto a inizio agosto e ne sono uscito il ventisette. Ancora positivo, ma stavo meglio”, esordisce il giovane: “Son tornato a casa ma mi sono subito isolato in un altro appartamento che abbiamo, la negatività è stata accertata il trenta agosto”. Quaranta giorni tondi, trascorsi in condizioni cliniche serie. Non era vaccinato, il giovane. E, contattato da Casteddu Online, spiega il perché: “Ero sempre un po’ titubante, sentivo di tutto in giro ed ero confuso. Ma alla fine l’avevo prenotato, avrei dovuto ricevere la prima dose a settembre ma non ho fatto in tempo”. Il Covid, purtroppo, è arrivato prima: “Stava per uccidermi, non vedo l’ora di vaccinarmi. So che dovrò attendere sei mesi e fare gli esami per vedere quanti anticorpi ho”. Ma di sicuro, Valentino Ghironi, ha capito di non essersi protetto nell’unico modo approvato e riconosciuto da medici e scienziati, il vaccino.

 

Il giovane è stato ricevuto dalla sindaca di Maracalagonis, Francesca Fadda. Dopo una foto di rito e un “paragone fotografico” tra oggi e qualche giorno fa, quando aveva il casco per respirare in uno dei letti del Covid hospital Binaghi, la prima cittadina ha scritto un lungo post legato alla storia di Valentino Ghironi, lanciando dei messaggi e degli inviti alla prevenzione chiarissimi: “Oggi ho ricevuto una visita gradita di un cittadino, di un amico, che sfortunatamente ha contratto il Covid 19, senza aver fatto vaccino e ha subito un ricovero ospedaliero. Per Valentino la vita è Sicuramente cambiata, quasi stravolta perché le sue condizioni peggioravano di ora in ora, tanto che fino a quel momento era in buona salute e non aveva patologie pregresse. Il Coronavirus ha rischiato di ucciderlo bruciandogli i polmoni. Ed è solo grazie all’ Equipe dell’ Ats Sardegna che è ancora vivo. Oggi In una situazione “delicata”, come mi ha spiegato è vivo e non vede l’ora di fare il vaccino tra qualche mese, perché ora Dovrà fare una lunga riabilitazione. Per me un vero piacere averlo accolto e ascoltato, perché in questi mesi ci siamo sempre telefonati e visti in videoconferenza, quando lo sconforto prendeva il Sopravvento e spesso un sorriso o una parola bastavano per essere di conforto. L’ esperienza di Valentino insegna tanto e spero che tutti possano prendere spunto dalla vicenda, perché se avesse fatto prima il vaccino sicuramente avrebbe avuto conseguenze molto meno gravi. Non voglio giudicare chi decide di non farlo ma invito tutti coloro che non si sono ancora vaccinati a pensarci bene e seriamente. Ne va della vostra vita. Questo è il mio pensiero: si muore di Covid, non di vaccino! Un ringraziamento di cuore Valentino lo vuole fare a tutti i medici, gli infermieri e il personale dell’Ats Sardegna che sta lavorando con passione pensando sempre al bene del prossimo, confortando i malati con un gesto, una parola affettuosa, anche nei giorni più drammatici e bui”.