Il lutto per gli esseri umani è anche quando muore un amico a quattro zampe: “Resisterò senza te a fianco, perché sei al sicuro nel mio cuore a guardia di quel che mi hai donato e che continuerò a proteggere come facevo con te dalla tristezza del mondo”. Le commoventi parole di Monica Pais, la veterinaria che salvò Palla e che l’accolse in casa come una figlia. Dopo una malattia la cagnolona simbolo degli animali maltrattati si è spenta e il dolore per la sua perdita è stato collettivo perché Palla era un pò di tutti coloro che amano gli animali e li considerano parte integrante della famiglia.
Non si deve aver vergogna di piangere quando muore chi, tra slinguazzate e fusa, ha vissuto con noi: per mesi, anni o anche pochi giorni non importa. Non è la quantità ma la qualità che conta e ciò che regala ogni specie animale è un dono che accarezza l’animo, che lo riempie e che spezza il cuore quando questo viene a mancare.
Così accade quando si deve salutare chi con la coda in movimento o all’insù ha fatto parte della vita: un vero e proprio lutto, figlio della sensibilità umana che anche grazie a Palla si è ulteriormente rafforzata e ha spalancato le porte a chi non si deve più nascondere se sta male quando l’amico peloso intraprende la strada del ponte.
Ecco perché, come sempre, le parole di Pais diventano preziose, quelle che raccontano il lutto per la perdita di chi, senza mai parlare, esprime più di cento parole: “6 luglio 2026, 9 giorni in questa sensazione irreale in cui non ci sei più.
Sono scappata per stare sola con me e con te, come era sempre e senza parole, nel solito posto che ti piaceva tanto, tra cuori fidati a cui non dovere risposte.
Al mare naturalmente, perché solo il mare come il mio cuore è tempesta nel dolore e pace nella gratitudine e rimpianto allo stesso tempo, le onde sospinte dal maestrale impetuoso della tua perdita modellano la vita che rimane e allo stesso tempo leniscono le asperità che ne risultano.
In questo ribollente e accogliente assoluto tu comparivi dove non ero stata mai capace di vederti prima, in mezzo alle onde, parte di quel panorama così conosciuto e capace di sorprendermi ancora, proprio come eri tu.
Cara Palla eccoti lì .. che sfidi e resisti alla burrasca. Lo farò anche io per te, perché non c’è amore vero senza rimpianto, felicità senza commozione .
Resisterò senza te a fianco, perché sei al sicuro nel mio cuore a guardia di quel che mi hai donato e che continuerò a proteggere come facevo con te dalla tristezza del mondo.
Stammi sempre dentro cara Palla, la tua vita continua nella mia. Insieme”.
Non si deve aver vergogna di piangere quando muore chi, tra slinguazzate e fusa, ha vissuto con noi: per mesi, anni o anche pochi giorni non importa. Non è la quantità ma la qualità che conta e ciò che regala ogni specie animale è un dono che accarezza l’animo, che lo riempie e che spezza il cuore quando questo viene a mancare.
Così accade quando si deve salutare chi con la coda in movimento o all’insù ha fatto parte della vita: un vero e proprio lutto, figlio della sensibilità umana che anche grazie a Palla si è ulteriormente rafforzata e ha spalancato le porte a chi non si deve più nascondere se sta male quando l’amico peloso intraprende la strada del ponte.
Ecco perché, come sempre, le parole di Pais diventano preziose, quelle che raccontano il lutto per la perdita di chi, senza mai parlare, esprime più di cento parole: “6 luglio 2026, 9 giorni in questa sensazione irreale in cui non ci sei più.
Sono scappata per stare sola con me e con te, come era sempre e senza parole, nel solito posto che ti piaceva tanto, tra cuori fidati a cui non dovere risposte.
Al mare naturalmente, perché solo il mare come il mio cuore è tempesta nel dolore e pace nella gratitudine e rimpianto allo stesso tempo, le onde sospinte dal maestrale impetuoso della tua perdita modellano la vita che rimane e allo stesso tempo leniscono le asperità che ne risultano.
In questo ribollente e accogliente assoluto tu comparivi dove non ero stata mai capace di vederti prima, in mezzo alle onde, parte di quel panorama così conosciuto e capace di sorprendermi ancora, proprio come eri tu.
Cara Palla eccoti lì .. che sfidi e resisti alla burrasca. Lo farò anche io per te, perché non c’è amore vero senza rimpianto, felicità senza commozione .
Resisterò senza te a fianco, perché sei al sicuro nel mio cuore a guardia di quel che mi hai donato e che continuerò a proteggere come facevo con te dalla tristezza del mondo.
Stammi sempre dentro cara Palla, la tua vita continua nella mia. Insieme”.
Tags: terralba











