AOU Cagliari, Gianfranco Angioni USB Sanità all’attacco: «Stop ai trasferimenti senza regole». Diffida alla Direzione e pronti all’esposto: «Basta opacità, servono trasparenza e pari trattamento»
La mobilità interna all’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari torna al centro della protesta sindacale. USB Pubblico Impiego Sanità alza il livello della contestazione e presenta una diffida alla Direzione Generale e alla Direzione Sanitaria, chiedendo di sospendere ulteriori procedure di mobilità interna fino all’approvazione di un regolamento aziendale che stabilisca criteri chiari, pubblici e uguali per tutti.
«La situazione della mobilità interna all’AOU di Cagliari non è più sostenibile. Da anni denunciamo l’assenza di un regolamento aziendale che disciplini criteri, procedure e priorità. Non è accettabile che lavoratrici e lavoratori attendano per anni una risposta alle proprie richieste, mentre altri trasferimenti vengano disposti in tempi rapidissimi senza criteri pubblici e verificabili», dichiara Gianfranco Angioni, insieme ai dirigenti aziendali di USB Sanità.
Secondo il sindacato, numerosi dipendenti attendono da anni il trasferimento richiesto per comprovate esigenze personali, familiari o di salute, senza graduatorie pubbliche, tempi certi e senza conoscere l’ordine di priorità delle istanze presentate. Parallelamente, continuerebbero a essere adottati provvedimenti di mobilità attraverso ordini di servizio «fino a nuova disposizione», senza che siano resi noti i criteri utilizzati.
Una situazione che, secondo USB Sanità, alimenta malcontento e sfiducia tra il personale e lascia aperti interrogativi sulla gestione delle procedure e sulla necessità di garantire piena imparzialità nelle decisioni.
«Pensavamo che con questa Direzione si aprisse una stagione diversa, improntata alla trasparenza, all’imparzialità e al rispetto di regole uguali per tutti. Ci aspettavamo una svolta, ma sulla mobilità interna quel cambio di passo non si è visto. La Direzione ha scelto una strada diversa dalla nostra. Noi continueremo a stare dalla parte dei diritti, delle tutele e della parità di trattamento.»
«Tra lavoratrici e lavoratori crescono dubbi e interrogativi su possibili favoritismi e su eventuali ingerenze sindacali nelle scelte relative alla mobilità interna. Dubbi che nascono dall’assenza di un regolamento, dalla mancanza di criteri pubblici e verificabili e dall’impossibilità di comprendere come vengano assunte determinate decisioni. Solo regole certe e trasparenti possono eliminare ogni ombra e restituire fiducia al personale.»
Con la diffida inviata alla Direzione Generale e alla Direzione Sanitaria, USB chiede formalmente di interrompere ulteriori procedure di mobilità interna fino all’approvazione di un regolamento aziendale.
Il sindacato annuncia inoltre di essere pronto a presentare un esposto alle autorità competenti per chiedere verifiche sulla correttezza delle procedure di mobilità interna adottate fino a oggi.
«In una pubblica amministrazione trasparenza, imparzialità e pari trattamento non possono essere principi facoltativi. Continueremo a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e a pretendere regole uguali per tutti», conclude Gianfranco Angioni.











