I vigili del fuoco: assumete medici e infermieri anche nel nostro Corpo, la situazione è disperata

Il comitato laureati dei VVF chiede a Conte una concorso straordinario straordinario che permetta ai laureati in medicina, infermieristica, biologia e psicologia di mettersi a disposizione dell’Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo Nazionale

Considerata l’emergenza COVID-19, il Comitato Laureati VVF invita l’Amministrazione a valutare la necessità di attivare una procedura d’urgenza straordinaria, in conformità al decreto Cura Italia, per l’inquadramento nei ruoli direttivi e dirigenti di personale Vigili del fuoco operativi e amministrativi in possesso della laurea in medicina, scienze infermieristiche, psicologia e biologia, da mettere immediatamente a disposizione dell’Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo Nazionale.

La nota è stata inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ai sottosegretari Matteo Mauri, Vito Claudio Crimi, Carlo Sibilia, Achille Variati, al Capo Dipartimento, Salvatore Mulas, al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Fabio Dattilo, al responsabile dell’Ufficio per l’attività di vigilanza ispettiva in materia di Igiene e Salute, Roberto Appiana ed al Presidente dell ‘ANCI, Antonio Decaro.

Infatti, da una recente indagine statistica, è emerso che nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nell’ambito del settore sanitario, tra i VVF non direttivi e dirigenti, ci sono le seguenti figure: 4 medici tra gli operativi e 1 tra il personale SATI; 92 Laureati in scienze infermieristiche tra gli operativi e 23 tra i SATI, nonché diversi Biologi e Psicologi.

Così facendo, da una parte si accresce sempre di più la professionalità del corpo dei vigili del fuoco, anche in termini di una migliore efficienza ed efficacia del soccorso tecnico urgente, dall’altra si inizia finalmente a valorizzare parte del personale che, nonostante il possesso di titoli e merito in diversi ambiti professionali, non è stato mai messo nella condizione di poter progredire nella propria carriera lavorativa.

Pertanto, si invitano i vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a valutare quanto sopra esposto, considerato anche che, nel recente riordino, con l’istituzione del ruolo speciale, una parte ristretta del personale, in possesso del solo diploma, è stato inserito nel ruolo dei direttivi speciali, senza prendere minimamente in considerazione la circostanza di fatto che, tra i VVF non direttivi, ci sono diversi laureati come geologi, architetti, ingegneri, avvocati, medici, infermieri, biologi, commercialisti, ecc. che potrebbero essere valorizzati con la doppia finalità di garantire il diritto alla progressione in carriera e contemporaneamente accrescere sempre di più la professionalità del CNVVF.


In questo articolo: