I soriani da Tramatza silurano i vertici del Pd

Con un ordine del giorno nella direzione di domani a Oristano sarà chiesto un passo indietro alla dirigenza. Tore Sanna in prima linea: “Inaccettabile immobilismo”. La Barracciu sulla graticola, e Renzi tenta l’ex governatore: “Candidati tu”. 


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Renato Soru e i suoi non le mandano a dire, anzi provano a fare: e domani, alla direzione a porte chiuse convocata per le 10.30 a Oristano, lanceranno il siluro destinazione Silvio Lai & company. È stato il sindaco di Villasimius Tore Sanna a dare la carica, aprendo l’assemblea di Tramatza dove non c’erano solo i soriani ma pure tutti quelli stufi di questa situazione in cui nessuno decide nulla mentre la data delle elezioni (al momento la più probabile resta il 2 marzo) si avvicina a grandi passi: la guida del Pd, dice Sanna, va affidata a un gruppo ristretto, massimo 5 persone non candidate. Quindi, tanti saluti all’attuale gruppo dirigente accusato di totale inerzia. Sanna spiega senza colpo ferire che i grandi capi dem hanno tirato i remi in barca fregandosene di fatto di una situazione che rischia di trascinare nel precipizio l’intero centrosinistra. “In una situazione come quella che stiamo vivendo un gruppo dirigente autorevole e responsabile non esiterebbe un solo istante ad aprire, nelle sedi deputate, una rapida, attenta, analisi politica a tutto campo e, ponendo al primo punto l’interesse del Partito in relazione alla scadenza elettorale, fare le scelte conseguenti per ridare slancio e voce ferma all’azione politica e istituzionale anziché rinchiudersi a riccio nel fortino delle posizioni acquisite sperando che passi la bufera e ritorni il sereno e tutti possano stare tranquillamente al loro posto senza mai pagare dazio per le pesanti responsabilità che recano. Mai un passo indietro – bacchetta Sanna – mai una ammissione di responsabilità, mai un’autocritica, mai una proposta di cambiamento, soprattutto nei comportamenti, mai una proposta di innovazione vera”.

Quindi, sostiene il sindaco, va formato un nuovo gruppo che si occupi di traghettare il partito fino alle elezioni, componendo liste e pensando programmi che riavvicinino agli elettori e ribadendo il netto divieto ad andare oltre la doppia legislatura, senza alcuna possibilità di deroga. L’affare Barracciu è stato poi al centro di un po’ tutti gli interventi: il succo della questione: in questo momento non è un candidato in grado di aggregare,  hanno detto un po’ tutti sottolineando che non aiuta il fatto che sia indagata per peculato nonostante tutti abbiano ribadito posizioni nettamente garantiste. In ogni caso, è stato detto e ripetuto, il tempo è scaduto e la direzione deve prendere una decisione definitiva, domani stesso alla direzione dove al contrario delle previsioni non si saranno i due emissari del super segretario Matteo Renzi. Che intanto, secondo indiscrezioni, ha più volte pur se informalmente tentato Soru chiedendo di candidarsi alla presidenza: lui per il momento ha rifiutato, e da Tramatza ha sottolineato la necessità di fare squadra per portare avanti un progetto condiviso. Intanto, un altro attacco alla Barracciu è arrivato da una ventina fra sindaci, consiglieri, assessori della parte giovane del Pd: è indagata, faccia un passo indietro insieme a tutti quelli che sono indagati. 


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