Guerra in Iran e materie prime alle stelle: imprenditori sardi in allarme dopo il ciclone Harry.
Dopo i danni provocati dal ciclone Harry e l’aumento vertiginoso dei carburanti, un nuovo problema si abbatte sulle aziende sarde: il costo delle materie prime, in particolare dell’alluminio, che nelle ultime settimane avrebbe subito un’impennata a causa delle tensioni internazionali legate alla guerra in Iran.
Una situazione che sta mettendo in seria difficoltà numerosi imprenditori dell’isola, soprattutto quelli che dipendono da fornitori della Penisola per l’approvvigionamento dei materiali. Molte aziende sarde stanno infatti ricevendo comunicazioni dai fornitori del Continente con cui vengono annunciati cambiamenti nelle condizioni economiche dei futuri ordini.
In diverse mail inviate alle aziende sarde viene spiegato che, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime, i fornitori riusciranno a rispettare soltanto gli ordini già confermati, mentre per le nuove richieste sarà necessario formulare preventivi aggiornati caso per caso.
Il messaggio è chiaro: i prezzi stanno cambiando rapidamente e le condizioni concordate in passato potrebbero non essere più sostenibili.
Per le imprese sarde si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo. Molte stanno cercando di contattare altri fornitori che possano avere ancora scorte di magazzino acquistate prima dell’escalation internazionale, in modo da ottenere materiali a prezzi precedenti al conflitto e riuscire così a mantenere i preventivi già presentati ai loro clienti, soprattutto in vista della stagione estiva.
Il problema però è anche un altro: cresce il timore che alcune aziende della Penisola possano approfittare della situazione per aumentare i prezzi anche su merce già disponibile nei propri magazzini.
«Chi ci garantisce – si chiedono alcuni imprenditori cagliaritani – che l’alluminio non sia già in magazzino e che non venga venduto a prezzo maggiorato?».
Un dubbio che alimenta tensione e preoccupazione in un tessuto economico già provato. Dopo le spese impreviste per rimediare ai danni causati dal ciclone Harry, molti clienti si troveranno ora a fare i conti con preventivi modificati e costi più alti.
Le imprese locali temono che l’effetto combinato tra rincaro dei carburanti, aumento delle materie prime e instabilità internazionale possa ripercuotersi su tutta la filiera economica dell’isola.
«Sembra di essere tornati ai momenti più difficili del lockdown», raccontano alcuni imprenditori, ricordando il periodo in cui aziende e clienti rischiavano di finire in ginocchio a causa delle continue incertezze sui costi e sulle forniture.
Per molte realtà produttive sarde la speranza ora è trovare rapidamente canali alternativi di approvvigionamento o riuscire a bloccare materiali a prezzi ancora sostenibili. In caso contrario, il rischio è che gli aumenti ricadano inevitabilmente sui consumatori finali, con ulteriori ripercussioni su un’economia già messa alla prova negli ultimi mesi.












