Controllo del green pass nelle scuole sarde, la denuncia: “Discriminazioni tra bambini vaccinati e senza vaccino”

Le scuole controllano la certificazione verde degli alunni, arriva la diffida di Nicola Giua ai presidi: “Verifiche illegittime e poliziesche, in contrasto con la Costituzione per i bambini e anche per il personale scolastico”

I Cobas Sardegna spediscono una diffida a tutti i dirigenti scolastici sardi e al Miur, chiedendo lo stop immediato ai controlli del green pass agli alunni e al personale scolastico. La lettera porta la firma di Nicola Giua: “Negli ultimi giorni abbiamo avuto notizia che in diversi Istituti Scolastici della Sardegna (anche in Circoli Didattici, e Istituti Comprensivi), taluni Dirigenti Scolastici abbiano emesso comunicazioni indirizzate a docenti e Ata con le quali invitano, o addirittura delegano, tale personale ad operare il CONTROLLO sulle/sugli alunne/i con la verifica circa il possesso dei requisiti necessari per la frequenza in presenza degli alunni o la verifica delle dichiarazioni, caricate sul registro elettronico dalle famiglie, attestanti le date di vaccinazione degli alunni e, ove possibile, con il controllo del green pass tramite i dispositivi mobili nei quali è stata installata l’app del governo VerificaC19. Ciò premesso ribadiamo di avere contestato fin dall’inizio l’obbligo di possesso ed esibizione del cosiddetto “certificato verde covid19” da parte di docenti e Ata, nonché il successivo green pass rafforzato per poter accedere e lavorare nelle nostre scuole”.
“Infatti, lo riteniamo in contrasto sia con principi costituzionali che con la vigente regolamentazione comunitaria poichè è stato utilizzato esclusivamente per “incentivare” la vaccinazione e, in particolare nella scuola, è apparso fin dall’inizio un tentativo di distrazione di massa per fornire alibi alle inadempienze governative centrali e periferiche criminalizzando coloro che non sono ancora vaccinate senza che nulla sia stato fatto per il cosiddetto rientro in sicurezza nelle nostre scuole (numero alunni per classe, organici Docenti e Ata, edilizia scolastica, sanificazione ambienti, aeratori, trasporti scolastici)”. Giua rincara la dose: “Avevamo già contestato fin dal primo settembre 2021 che i controlli relativi al possesso del cosiddetto green pass non potessero essere delegati al personale docente e Ata ma adesso si è proprio ‘raggiunto il fondo’ poiché, come previsto già per le/gli studenti delle scuole secondarie e introdotto anche per le scuole elementari con il Decreto Legge numero 5 del 04 febbraio 2022 che ha modificato le precedenti disposizioni relative alla gestione dei casi Covid-19 in ambito scolastico, si invitano, o si delegano, addirittura docenti e Ata a verificare, anche sugli alunni delle scuole elementari il possesso del green pass per poter accedere a scuola”.
“Riteniamo che la differenziazione prevista nella norma surrichiamata tra ragazzi e bambini vaccinati e non vaccinati (per la frequenza scolastica), sia gravemente discriminatoria, aberrante, nonché inutile ed in contrasto con vari principi generali, come detto, sia del nostro ordinamento che di quello comunitario. Tale discriminazione appare, altresì, contradditoria in assenza di alcun espresso obbligo vaccinale e tende chiaramente, anche in questo caso, esclusivamente a spingere le famiglie alla vaccinazione dei propri figli. Ad ogni buon conto segnaliamo che la delega di tale attività non può essere affidata al personale docente e Ata poiché tale attività di controllo e verifica da parte del personale della scuola non è statuita da alcuna norma né, ovviamente, è contrattualmente prevista.
Inoltre, tale attività potrebbe rivestire responsabilità per possibili violazioni della privacy. Facciamo un appello, in particolare ai docenti, affinchè non si prestino a svolgere questa assurda e vergognosa funzione. Ricordiamo che la scuola è, e deve rimanere, un luogo aperto, inclusivo, accogliente e nel quale i nostri bambini devono continuare a frequentare con fiducia e serenità, già gravemente intaccata dagli ultimi due anni di restrizioni. Confidiamo che la stragrande maggioranza delle colleghe e dei colleghi non si presteranno a questa vergognosa attività di controllo e verifica ‘poliziesca’ che minerebbe alla radice l’essenza del nostro ruolo. Infine, si diffidano i dirigenti scolastici al ritiro degli inviti e deleghe di cui all’oggetto”.


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