“Nel weekend appena trascorso, a Borore, durante i festeggiamenti in onore di San Lussorio, il cavaliere 25enne Omar Barranca ha perso la vita dopo essere stato disarcionato e travolto dal proprio cavallo. È accaduto dopo la processione, quando i cavalieri si sono ritrovati presso il galoppatoio comunale di Busala, all’ingresso del centro abitato, per concludere la festa con una corsa collettiva. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Francesco di Nuoro, è morto nella notte a causa delle gravissime ferite riportate. Una famiglia è distrutta. Una comunità è sotto shock” commenta l’organizzazione.
“A loro va il primo pensiero, con le condoglianze più sincere. Ma il rispetto non può diventare silenzio su tutto il resto. Perché questa non è solo una tragedia. È anche il risultato di un sistema che continua a chiudere gli occhi. Sartiglie, Ardie e manifestazioni simili sono eventi ad altissimo rischio: cavalli lanciati, folle presenti, dinamiche imprevedibili, “e troppo spesso senza protezioni adeguate. Il cosiddetto “decreto Abodi” esiste proprio per questo: ridurre i rischi, proteggere persone e animali, evitare morti evitabili. Eppure molti sindaci sardi si sono opposti alla sua piena applicazione, non rendendo obbligatorio l’uso di casco e “tartaruga” per i partecipanti”.
Domande inevitabili rimbalzano dopo questa tragedia: “Chi controlla davvero? Chi autorizza eventi dove le regole vengono aggirate in nome della tradizione? Chi si assume la responsabilità quando la sicurezza diventa opzionale? La tradizione non può essere un alibi. Non può valere più della vita. Oggi si piange Omar Barranca.
Domani, senza un cambio reale, potrebbe non essere l’ultimo”.
Un appello, l’ennesimo, insomma, per evitare altri incidenti in nome della tradizione da rispettare, quello di utilizzare i giusti accorgimenti per la sicurezza delle persone e degli animali.













