“Esagerata? Ormai torno a casa con lo spray in mano”: le ragazze raccontano la paura di Cagliari
Dopo l’articolo sulla sicurezza, decine di commenti svelano una città vissuta con più attenzione: dai mezzi pubblici a Piazza Yenne, fino alle ragazze che finiscono di lavorare dopo mezzanotte
“Ormai giro con lo spray al peperoncino in mano”.
“È una corsa verso la macchina”.
“Non sai mai chi ti capita sui mezzi”.
Sono alcune delle frasi lasciate dalle lettrici e dai lettori sotto il nostro articolo sulla paura delle ragazze quando escono da sole a Cagliari. Commenti diversi, esperienze diverse, ma con un elemento che ritorna sempre: la sensazione di dover prestare attenzione anche quando si sta semplicemente tornando a casa.
Una delle esperienze riportate riguarda proprio i mezzi pubblici. Giulia C. parla di persone che guarderebbero anche ragazze molto giovani e spiega di essere arrivata più volte a discutere con uomini sui cinquant’anni per questo motivo.
“È uno schifo salire sui mezzi, non sai mai chi ti capita”, scrive.
E c’è chi chiede più controlli proprio sugli autobus e nelle strade, soprattutto nelle ore serali e notturne. Non soltanto per proteggere le ragazze, ma perché, viene sottolineato, il problema della sicurezza nei luoghi pubblici riguarda tutti. Graziella I. racconta di aver iniziato a portare con sé lo spray al peperoncino, ma non è la sola. Una scelta fatta, spiegano alcune commentatrici, non perché lo abbiano mai utilizzato, ma perché averlo in mano le fa sentire più tranquille.
La paura, però, non viene evidenziata soltamente durante la notte. Ilaria S. segnala di essersi sentita in difficoltà in piazza Yenne durante un venerdì sera, quando non erano ancora le 23. “Tantissimi, molesti e provocatori”, scrive, ricordando una piazza che in passato veniva vissuta anche dalle famiglie.
Un’altra situazione riguarda invece chi a Cagliari lavora fino a tardi. “Per non parlare delle cameriere che staccano dopo mezzanotte in Via Sassari o in centro. È una corsa verso la macchina”, racconta Alessandra S., spiegando che anche la scelta di dove parcheggiare può diventare parte del problema: meglio lasciare l’auto il più vicino possibile al luogo di lavoro.
C’è quindi una questione che va oltre la semplice uscita serale. Per alcune ragazze il problema comincia già quando devono organizzare il rientro: dove parcheggiare, quale strada percorrere, con chi tornare, se telefonare a qualcuno.
Una riflessione che compare anche tra chi invita a non concentrarsi soltanto sulla strada o sui mezzi pubblici. La violenza contro donne e persone vulnerabili, viene ricordato, può verificarsi anche negli ambienti più vicini: dentro casa, sul posto di lavoro, nelle relazioni personali. E poi c’è una frase che forse riassume meglio di tutte il motivo per cui abbiamo deciso di raccogliere queste testimonianze.
“Poi dicono che sono io esagerata e apprensiva”. Perché il punto non è stabilire se ogni strada sia pericolosa o se ogni uscita debba trasformarsi in un allarme. Il punto è capire quante persone abbiano ormai modificato le proprie abitudini per sentirsi più tranquille.
A chi osserva che “solo le ragazze” vivrebbero questa situazione, arrivano anche risposte che ricordano come episodi di violenza e situazioni di pericolo possano riguardare anche gli uomini.
Ma allo stesso tempo viene sottolineato un dato che emerge dalla cronaca recente: a Cagliari sono stati raccontati diversi episodi di molestie e violenze ai danni di donne e ragazze.
E non è una questione che, secondo le testimonianze arrivate, possa essere ricondotta semplicemente agli stranieri o agli immigrati.
Portarsi dietro uno spray. Chiamare un’amica mentre si cammina. Parcheggiare più vicino possibile. Evitare una piazza. Controllare chi sale sull’autobus. Sono comportamenti che, presi singolarmente, possono sembrare piccole precauzioni. Quando però diventano racconti ricorrenti, diventano un vero e proprio problema da non sottovalutare.








