Energit, speranze agli sgoccioli: 30 cagliaritani licenziati, sciopero

Le ultime mosse disperate dei sindacati per scongiurare i licenziamenti dei ragazzi di Energit: lavoratori in sciopero da mercoledì

Ad oltre 50 giorni dall’apertura della procedura per il licenziamento di 30 dipendenti, nella giornata odierna si è tenuta una difficile assemblea dei lavoratori Energ.it. L’assemblea, condotta dalla RSU e dalle Segreterie SLC CGIL e Uilcom UIL, ha evidenziato il totale disinteresse da parte della proprietà al raggiungimento di un’intesa che possa scongiurare i licenziamenti e ridimensionare l’impatto sociale ed economico della crisi aziendale in atto.

Nel corso dei diversi incontri succedutisi dall’apertura delle procedure, le OO.SS. hanno proposto soluzioni articolate attraverso l’utilizzo sia degli strumenti di ammortizzazione sociale (FIS) sia dei bandi del Piano Energetico Regionale, come suggerito nell’incontro tenutosi davanti all’Assessora Regionale all’Industria. La procedura è stata intrapresa in costanza di un Contratto di Solidarietà operativo da oltre 6 mesi ed è caratterizzata da ulteriori difficoltà collegate alla procedura concorsuale aperta dall’azienda a Siracusa (dove la proprietà ha spostato recentemente la sede legale della Società).

La trattativa volge al termine senza che nessuna delle soluzioni proposte dalle rappresentanze sindacali sia stata presa in considerazione. A fronte del protrarsi del silenzio e all’approssimarsi della scadenza della procedura (21 dicembre), i lavoratori hanno quindi deciso di non concedere ulteriore “credito” alla proprietà e pertanto sono loro a “staccare la spina” dichiarando uno sciopero ad oltranza a partire dalla giornata odierna. Prima di convincere i creditori ed il mercato, la proprietà dovrà convincere i propri dipendenti, che attendono un Natale senza luci sotto l’albero. La situazione di crisi non coinvolge infatti “solo” i 30 lavoratori coinvolti nella procedura ma, come hanno immediatamente dichiarato le Segreterie Sindacali, l’intera azienda Energit, il cui futuro dipende dalla credibilità del piano industriale che verrà vagliato a breve dai creditori. 


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