Emergenza lingua blu a Quartu, scatta il sequestro di un terzo ovile: sos a Is Meris

Un altro focolaio di blue tongue in città, si tratta del terzo caso in pochissimi giorni. L’allarme lanciato dall’Ats al Comune, scatta il piano di emergenza per evitare un allargamento dei contagi. Un dramma per gli allevatori costretti a fermarsi

E tre. Dopo i casi registrati in due allevamenti nelle zone di “Sa Pispisa” e “Costa e Bentu”, stavolta la lingua blu fa la sua comparsa in un ovile di “Is Meris”. Sono stati, come sempre, i veterinari dell’Ats a scovare un nuovo focolaio, a Quartu Sant’Elena, di blue tongue. E ormai l’emergenza sembra davvero esserci tutta: un dramma per gli allevatori, costretti a fermarsi e a fermare, contemporaneamente, tutto il gregge. Il Comune ha già diramato l’ennesima ordinanza con la quale impone lo stop totale alla movimentazione degli animali, è necessario svolgere un’accurata indagine epidemiologica e, nel caso di animali morti, c’è tutto un iter da seguire obbligatoriamente per evitare che i loro cadaveri possano continuare a veicolare il contagio. Altre limitazioni e regole da seguire, quindi, prima di poter tirare un eventuale sospiro di sollievo o, peggio, essere costretti ad abbattere alcuni animali risultati contagiati.
La procedura da seguire è sempre la stessa, in fotocopia con gli altri casi registrati nell’ultima settimana: l’azienda deve “collaborare con l’Assl per la stesura dell’indagine epidemiologica” e sarà lo stesso servizio veterinario “a sospendere o revocare la qualifica sanitaria di allevamento indenne o ufficialmente indenne per “blue tongue””. Di sicuro, parte il “sequestro dell’allevamento, ovvero il blocco della movimentazione in entrata o in uscita dall’azienda degli animali appartenenti alle specie ricettive alla “blue tongue”, fatta salva la possibilità di movimentare animali previa specifica autorizzazione da parte del servizio sanità animale dell’Assl di Cagliari. Il Sequestro cautelativo fiduciario viene affidato ai proprietari” dei due allevamenti. E sarà sempre compito dei pastori comunicare in modo tempestivo gli eventuali animali morti o con sintomi o sospetti, che andranno subito messi in isolamento. E non cambiano nemmeno le regole per il sotterramento degli animali morti. Tra i vari aspetti da seguire, pena multe, “la fossa deve essere sufficientemente profonda in maniera tale da garantire che le carcasse animali possano essere ricoperte con uno strato di terra dello spessore di circa 2 metri (se il terreno è argilloso la terra deve essere mescolata con sabbia per favorire l’areazione); la superficie del fondo della fossa deve essere di almeno 0,5 – 0,7 metri quadri per quintale di animali da sotterrare e le carcasse degli animali devono essere possibilmente disposte in mono strato È consigliabile forare il rumine o aggiungere, nel fondo della fossa e sopra le carcasse, uno strato di paglia o letame tra i venti e i quaranta centimetri. Il fondo della fossa e le pareti andranno cosparsi con calce viva e le carcasse anche con altri disinfettanti”.


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