Elisabetta, sarda di 23 anni: “Caro Stato, cara Inps, complimenti: avete fermato i sogni di una giovane mamma che credeva in voi”

La lettera a Casteddu Online di Elisabetta Pitzalis, una giovane lavoratrice delusa: “Io sarò costretta a chiudere l’attività e licenziare il dipendente, ma da cittadino attivo che paga tasse e contributi e costruisce reddito, diventerò cittadino passivo che usufruisce dei contributi statali.  Chiuderò il locale, chiederò il reddito di cittadinanza, di emergenza, gli assegni familiari e tutto quant’altro HO DIRITTO. E questa volta non potrete negarmeli”

Vorrei sfogarmi contro uno stato burocrate, ingrato ed autolesionista.

Sono una ragazza di 23 anni, mamma di una splendida bambina di un anno e mezzo ed in attesa del secondo figlio che arriverà ad agosto.

Non mi riconosco nelle persone che attendono un lavoro che si decida a bussare alla mia porta in qualche giorno di qualche tempo e, fiduciosa nello stato e nel prossimo, decido di inventarmi qualcosa uno partendo da zero.

Ho quindi rilevato la gestione di un piccolo locale commerciale nella mia città a settembre 2019, ed ero riuscita ad avviarlo fidelizzando i clienti.

Da settembre 2019 a febbraio 2020 avevo saldato la maggior parte dei debiti contratti per rilevare la gestione. Nel contempo ho continuato a studiare per laurearmi, perché ritengo che una laurea torni sempre utile. Non ho chiesto un solo centesimo di finanziamento allo stato od alla PA.

A marzo è arrivato l’uragano COVID, quindi locale chiuso dal 10 marzo  e zero incassi, ma affitto e bollette andavano comunque onorati.

Così, confidando nel supporto  dello stato, ritenevo – a torto – di poter resistere almeno fino a luglio confidando che l’uragano COVID si attenuasse.

Ho presentato  richiesta per l’indennità COVID spettante ai lavoratori autonomi con partita IVA. 600 euro, meno del canone di affitto, ma sicuramene utilissimi.

Dopo 45 giorni in attesa di esito, l’INPS, bontà sua, risponde che non ho diritto al bonus perché lavoratore dipendente.

Lavoratore dipendente? Ohibò, ma quando mai? Un lavoratore dipendente ha la busta paga, almeno credo, a me non risulta. Vuoi vedere che sono lavoratore dipendente a mia insaputa?

Un rapido controllo e l’arcano è svelato. Ho firmato a dicembre 2019 un contratto a lavoro intermittente con la Rinascente, con opzione di rinuncia. Sono stata chiamata una volta a gennaio in periodo di saldi per otto ore. Poi più nulla. E per questo sarei una lavoratrice dipendente? Ma si può? Forse perché in termini statistici così risulto occupata anche se di fatto non lo sono? Forse perché i nostri esimi politici possano farsi belli con i dati della disoccupazione?

 

Caro stato (la s minuscola è voluta), cara inps, complimenti. Avete detto no ad una giovane mamma che credeva in voi, che aveva creato qualcosa, messo al mondo due figli a soli 23 anni, assunto un dipendente ed ora devo smantellare tutto e licenziare per le vs assurde interpretazioni? Non sentite l’urlo di dolore? O siete talmente in alto che non vi accorgete delle urla che, dal basso,  provengono da tutta Italia? Stagionali, intermittenti ed altri sono quindi figli di un Dio minore? E’ normale che non possa avere alcun supporto statale perché da un lato risulto lavoratrice dipendente (sic!)  e dall’altro lavoratore autonomo? Vi siete inventati il lavoratore dipendente senza reddito e senza contributi? E perché mai pretendete i contributi dallo stesso lavoratore come partita IVA? Posso dunque rifiutarmi per gli stessi motivi da voi addotti? Anche a reddito zero dovrei pagare i contributi INPS? Fantastico, una regola per dare ed una per prendere.  Secondo voi  è normale pagare tasse, contributi, imposte e poi ritrovarsi così?

 

No caro stato e cara inps, non siete stati lungimiranti. : “Io sarò costretta a chiudere l’attività e licenziare il dipendente, ma da cittadino attivo che paga tasse e contributi e costruisce reddito, diventerò cittadino passivo che usufruisce dei contributi statali.  Chiuderò il locale, chiederò il reddito di cittadinanza, di emergenza, gli assegni familiari e tutto quant’altro HO DIRITTO. E questa volta non potrete negarmel con le  vostri assurde interpretazioni. Ma davvero i soldi delle mie tasse sono serviti a pagare profumatamente dei dirigenti apicali perché partoriscano queste norme e queste interpretazioni?

 

Vai victis disse Brenno. Ma chi è lo sconfitto? Io o voi?

Grazie di cuore.

 

Elisabetta Pitzalis


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