Elezioni, confronto show coi candidati. Murgia: una Regione assente

Candidati a confronto con la Coldiretti sui tempi dell’agricoltura. Pigliaru; serve un turismo di qualità

Entra nel vivo la campagna elettorale per le regionali in Sardegna del 16 febbraio. All’assemblea organizzata questa mattina a Cagliari dalla Coldiretti, Cappellacci, Pigliaru, Murgia e Pili hanno avuto modo di confrontarsi sui temi legati all’agricoltura in Sardegna, settore chiave per il rilancio economico della regione. Secondo Cappellacci “bisogna cambiare l’intero modello di sviluppo, ormai superato. Il settore primario ha subìto una perdita di lavoratori verso l’industria pesante, con esiti sotto gli occhi di tutti. Serve una politica di accesso al credito: abbiamo varato – afferma il Governatore – il fondo garanzia più grande d’Europa che ha consentito di attivare linee di credito per 300 milioni di euro a favore delle aziende. Il progetto della Zona Franca integrale consentirebbe risparmi sull’IVA per tutti i cittadini”.

Pigliaru ritiene “imbarazzanti i numeri dello sviluppo agricolo in Sardegna, soprattutto per chi ha governato in questi anni: la produzione lorda vendibile, ferma a 1 miliardo di euro, è scarsa rispetto alle altre regioni con condizioni simili alle nostre, che raggiungono anche i 5 miliardi. Nel mondo – ricorda il candidato PD – la domanda per beni agricoli e cibo è in forte crescita: servono tempi rapidi per metterci in condizione di far bene. La Sardegna deve essere terra riconoscibile e individuabile. E il turismo di qualità può portare grandi vantaggi, perché quando quando viene il turista è come se l’esportazione venisse a casa nostra”. La candidata di Sardegna Possibile Michela Murgia ricorda che “l’agricoltura in Sardegna è fatta di uomini che coltivano la terra, e donne che tengono i conti. Ecco perché serve un approccio orizzontale: sono gli agricoltori a dirci cosa serve, e ci chiediamo, come movimento, perché non è stato fatto quello che loro chiedono. Nel bilancio regionale – afferma la scrittrice – sono solo 174 i milioni di euro destinati all’agricoltura, con un residuo non utilizzato di 244 milioni: la Regione non ha un’idea di agricoltura. Bisogna stare attenti agli investimenti – conclude Murgia – chi ha deserto ha bisogno di terreni sani e fertili come i nostri”. Per Pili “non si può chiudere l’agricoltura in un mero capitolo di bilancio. I consorzi di bonifica, ad esempio, sono storicamente governati dagli agricoltori che pagano sia l’acqua, bene primario, che l’onere della bonifica. La questione sostanziale è il benessere del patrimonio ambientale, che grazie al presidio attivo sul territorio degli agricoltori è stato salvaguardato. Limitare l’agricoltura alla sola produzione – dice l’ex Governatore – è un errore. E se non affrontiamo il tema dell’indebitamento delle aziende agricole non andiamo da nessuna parte: sarebbe inutile continuare ad investire, gli agricoltori devono poter usare i fondi comunitari per intervenire nel miglioramento delle aziende. Quando importiamo un bene – conclude Pili – importiamo un disoccupato in più”.

Matteo Meloni


In questo articolo: