Edoardo, ristoratore di Cagliari: “Incassi crollati e affitto troppo alto, meglio un mese di lockdown”

Edoardo Falqui, 44 anni, gestisce un locale in piazza Yenne: “Coprifuoco dalle 18, sessanta per cento di incassi in meno e a pranzo zero clienti. Duemila euro di affitto sono troppi, Conte deve fare un lockdown totale e darci i soldi calcolati sul nostro fatturato del 2019”. Cosa ne pensate?

Eccole, le voci dei commercianti di piazza Yenne, luogo simbolo della movida “spento” dal semi-lockdown alle 18 per bar e ristoranti deciso dal Governo Conte, che molto probabilmente proseguirà sino al prossimo quindici gennaio. Edoardo Falqui, 44 anni, da otto gestisce “Gustavino”, uno dei tanti locali food che affacciano sulla piazza. La situazione è tutt’altro che rosea: “Incassi crollati del sessanta per cento, ho tentato per una settimana l’asporto ma è andata male, i risultati sono catastrofici”, spiega. “Ho avuto dallo Stato la ritenuta dello sconto del 40 per cento sulla somma totale dell’affitto, ma duemila euro al mese sono comunque troppi e andrebbero abbassati. Ho avuto un primo ristoro, ora sono in attesa di completare la richiesta di un altro bonus che è stato prorogato sino a metà dicembre. Ma non c’è equilibrio da parte dello stato”, sostiene Falqui.

“A pranzo faccio zero coperti, mi salvo un po’ nel weekend. Lo zoccolo duro di chi lavora negli uffici, visto che c’è lo smart working, non c’è più”. E Falqui ha un’idea: “A questo punto, molto meglio un mese di lockdown totale per poter uscire e tornare a vivere. Lasciare aperto solo mattina e pomeriggio non dà buoni frutti. Conte deve fare così, dandoci i soldi facendo una media su quanto abbiamo fatturato l’anno scorso”.


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