Draghi da brividi: “Non siamo in economia di guerra ma ci prepariamo”

Il premier dopo il vertice Ue nella reggia di Versailles: “Dobbiamo prepararci ma al momento non vedo il pericolo di un allargamento del conflitto. Prepararsi non vuol dire che ciò debba avvenire, sennò saremmo già in una fase di razionamento”. Ma mentre il conflitto si inasprisce, la gente ha sempre più paura e corre a fare scorta saccheggiando i supermercati


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A sentirlo, qualche brivido lungo la schiena lo provoca. “Non siamo in economia di guerra ma dobbiamo prepararci. Ho visto degli allarmi esagerati. Prepararsi non vuol dire che ciò debba avvenire, sennò saremmo già in una fase di razionamento”. Mario Draghi, pragmatico e razionale come sempre, prova a mettere i paletti alle fobie collettive, alla paura che tutti abbiamo di finire dentro un conflitto che doveva essere una guerra lampo e invece rischia di trascinare nel baratro di cannoni e nucleare l’intero mondo occidentale.

Oggi, in un contesto a dir poco stridente e inopportuno di lusso sfarzoso e ricchezza nella reggia di Versailles rispetto al dramma che sta vivendo il popolo ucraino, i grandi d’Europa si sono riuniti per parlare di guerra, di Putin, di sanzioni, di cosa può succedere al resto del mondo. Hanno discusso dell’impatto della guerra in Ucraina sull’economia europea e di come renderla più solida, con due focus: come aumentare la spesa per la difesa e come raggiungere l’indipendenza energetica dagli idrocarburi russi entro il 2027.

Intanto, però, gli aumenti a carico delle famiglie diventano insostenibili: alimentari, benzina, bollette, prezzi alle stelle ovunque, tanto che l’economia rischia ora nuovamente di fermarsi, come se non bastassero i tanti cazzotti della pandemia. E mentre il conflitto in Ucraina si inasprisce, la psicosi da scaffale vuoto dilaga: supermercati presi d’assalto, soprattutto in Sardegna per la paura che lo sciopero degli autotrasportatori da lunedì possa causare un blocco negli approvvigionamenti. Per non parlare della benzina, che viaggia rapidissima sui 2 euro e 30 centesimi al litro: in molti distributori, è già esaurita per la paura che continui ad aumentare.

 

 


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