Dopo le panchine chic-fashion, a Cagliari i bagni smoking in the water

Siete ridicoli, da quando “tocca a noi” non capite il disegno complessivo della nuova Cagliari

Invenzioni, progetti sottovalutati e pregiudizi. Siete ridicoli, da quando tocca a noi non cogliete il disegno complessivo, assurdo disapprovare a priori senza percepire quanto di “creative designer globali”, giungendo a criticare persino una “banc” di marmo, di ghisciu, di legno. Panchina che riprende le “fauteuil vis à vis” francesi, panchine che permettono di comunicare da seduti senza dover girare il collo e, se per combinazione fossero due piccioncini, consente di “sfranellare (pomiciare)” a lume di candela appositamente installato ai piedi del sedile. In sostanza un nido d’amore per pisciottini, immaginatevi l’effetto del guardarsi face ti face, occhi negli occhi al chiaro di luna … calma e gesso, dissolvenza, rewind. Poi “ta cintrada chederameglio svisare” o la spiaggia o “tottu custa genti currendi” o “facendo uolchin (walking)”, non si cumprendiri poita andata e toranta, boh. La critica superficiale non tiene in giusto conto che tutto è stato pensato, progettato, messo in opera che non vi è nulla di casuale, compreso lo stanziamento enorme d’eurios, Senza lasciare niente d’improvvisato e neppure naturale in ottica di Poetto for dummies.

A breve un’altra sorpresa: i bagni pubblici, simili ai Chioschetti in tinta unita, con materiale da toilette griffato. Basta, è stato fatto tutto “ciòchederameglio” eppure il popolo non è mai contento, Stop anche con le Rolling Stones, smettetela ormai anche le pietre stanno rotolando dalle risate. Mentre fareste bene, in linea con l’odierno trend chic-fashion, a fumarvi un sigaro in acqua, è trendissimamente-snob il smoking in tre water, chiaramente munendosi d’adeguato posacenere. Tra un mese sarà autunno ed i Murungionis, sempre gli stessi, smetteranno di lamentarsi. Certu! Di marmo, di legno e di ghisciu. Ultim’ora, cade un rametto in Piazza Indipendenza – Castello, ha solo spianato una panchina di ferro. Gianfranco Carboni


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