Depositi cauzionali Abbanoa, arrivano i solleciti: ecco come pagare

Tutte le regole sui depositi cauzionali dell’acqua di Abbanoa, sono in arrivo per i sardi i solleciti di pagamento

Partiranno la prossima settimana i solleciti di pagamento per i depositi cauzionali. In seguito alla sentenza del Tribunale civile di Nuoro che ha bocciato la richiesta dell’Adiconsum Sardegna di bloccare i pagamenti delle cauzioni richieste lo scorso autunno, Abbanoa sta aggiornando il database delle utenze che ancora non hanno adempiuto all’obbligo di pagamento che scadeva tra maggio e giugno.

 

L’invito di Abbanoa è mettersi subito in regola con il pagamento, in maniera tale da evitare di incorrere in un eventuale slaccio dell’utenza idrica. Abbanoa continuerà per tutto agosto a mettere a disposizione i canali di riferimento per la regolarizzazione.L’assistenza sarà quindi garantita per tutta l’estate: sportelli nel territorio, call center e servizio di conciliazione saranno a disposizione dei clienti. Sono 37mila, su un totale di 715mila clienti, coloro che riceveranno i solleciti (le cauzioni non versate ammontano complessivamente a 2,7 milioni di euro).

 

I depositi funzionano come la caparra nei contratti d’affitto: si pagano una sola volta e in caso di cessazione del contratto, vengono restituiti maggiorati degli interessi legali.

 

E’ utile ricordare anche come siano esenti dal pagamento dei depositi cauzionali le famiglie a basso reddito, per le quali viene applicata la tariffa agevolata “No Tax”. Soprattutto, a chi attiva la domiciliazione bancaria e postale il deposito cauzionale viene restituito.

 

Il valore dei depositi cauzionali è pari a un quarto degli importi medi fatturati per tipologia di utenza nell’arco di un anno. Alle utenze domestiche residenti, che rappresentano la stragrande maggioranza, viene applicato un deposito di 52 euro che è infatti pari a un quarto di 208 euro che è la spesa media annua di una famiglia per il servizio idrico integrato. Ulteriori agevolazioni sono previste per le associazioni no profit e gli edifici di culto che hanno consumi inferiori ai 500 metri cubi: presentando un’autocertificazione (il modulo è disponibile sul sito www.abbanoa.it) che attesti i bassi consumi, possono ottenere una diversa classificazione del deposito cauzionale: l’importo richiesto in questo caso è di 132,24 euro al posto di 959,46 euro stabilito per le utenze di pubblica utilità che di norma hanno consumi elevatissimi.

 

L’invito per il futuro, è di fare attenzione agli appelli a non pagare da parte dei professionisti del contenzioso che, purtroppo, possono generare false aspettative. Come dimostra il caso dei depositi cauzionali, a pagarne le spese rischiano di essere i clienti. Abbanoa ha dimostrato di aver rispettato in pieno le disposizioni dell’Autorità per i servizi idrici che hanno regolamentato le richieste dei depositi cauzionali a livello nazionale e con la sentenza di ieri è stato ribadito un principio fondamentale di giustizia secondo cui  tutti devono pagare allo stesso modo. I giudici hanno sottolineato come fossero prive di fondamento tutte le varie contestazioni mosse da Adiconsum relative al mancato adeguamento della Carta dei Servizi (che invece c’è stato), l’abusività della clausola contrattuale sui depositi (risultata legittima).

 


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