Non si chiude con la sentenza della Corte d’Appello di Cagliari la vicenda sulla decadenza della presidente della Regione Alessandra Todde. Il contenzioso è destinato a proseguire davanti alla Corte di Cassazione, dove l’avvocato Riccardo Fercia ha deciso di portare il caso.
Componente del collegio regionale di garanzia elettorale che aveva originariamente emesso l’ordinanza-ingiunzione poi dichiarata inefficace, Fercia contesta il pronunciamento dei giudici d’appello, che hanno escluso la sua legittimazione a rappresentare il collegio in giudizio. Proprio su questo punto fonda la scelta di impugnare la decisione: ritiene infatti di poter agire direttamente, a tutela della propria posizione professionale, dopo essere stato considerato parte sostanziale nel procedimento.
Parallelamente resta da chiarire se anche il collegio di garanzia deciderà di ricorrere, questa volta attraverso l’Avvocatura generale dello Stato. Secondo Fercia, la dichiarata invalidità della costituzione in giudizio potrebbe avere effetti più ampi, fino a rendere necessario un nuovo passaggio in appello.
Nel merito, il legale richiama uno dei passaggi della sentenza, in cui si evidenziano difficoltà nella verifica dei fondi legati al rendiconto elettorale della presidente, sia per quanto riguarda l’origine delle risorse sia per il loro utilizzo. Un aspetto che, secondo la lettura della Corte, deriverebbe dalla presentazione di un rendiconto riferibile a un soggetto diverso.
Una valutazione che, per Fercia, apre interrogativi rilevanti anche per il futuro: il timore è che si possano creare precedenti in grado di incidere sulle regole e sui controlli nelle prossime competizioni elettorali.











