Covid, lenta discesa di casi in Sardegna ma gli ospedali non si svuotano

Secondo i dati Gimbe, il numero dei nuovi positivi è calato del 3,8% in una settimana ma i posti letto nei reparti covid restano occupati quasi al 19% e le terapie intensive al 5. Oristano in controtendenza registra un aumento del 21%. Il presidente della fondazione che monitora l’andamento della pandemia: “La circolazione del virus è sottostimata, serve ancora molta prudenza”.

E’ lenta, ma finalmente c’è anche in Sardegna. La discesa dei positivi al Covid, nella settimana fra il 27 aprile e il 3 maggio, viene certificata anche per l’isola dalla fondazione Gimbe, che come ogni giovedì fa il punto dell’andamento della pandemia. Certo non sono numeri eclatanti, ma almeno si inizia a intravedere la luce: i casi attualmente positivi per 100mila abitanti sono passati da 1.792 da 1.915, e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi del 3,8% rispetto alla settimana precedente. Ma c’è un’eccezione, Oristano, dove invece i casi continuano ad aumentare, addirittura del 21% rispetto alla settimana precedente. Segno meno per le altre province: nel Sud Sardegna 884 (-1,6%), Cagliari 813 (-8,2%), Nuoro 721 (-6,3%), Sassari 531 (-9% rispetto alla settimana precedente).

Non si svuotano ancora gli ospedali: sopra la media nazionale i posti letto in area medica (18,2%) e in terapia intensiva (4,9%) occupati da pazienti Covid, mentre procede a rilento la somministrazione della quarta dose. Con l’abolizione del green pass la campagna vaccinale ha subito un brusco e generalizzato stop.

Ma nonostante i numeri in miglioramento, il presidente della fondazione Gimbe Cartabellotta lancia un allarme: “Tutti gli indicatori sono sostanzialmente in una fase di plateau con lieve tendenza discendente. Tuttavia, indipendentemente dallo spartiacque normativo del primo maggio, la circolazione del virus rimane molto elevata, oltre che ampiamente sottostimata: più di 56 mila nuovi casi in media al giorno, con un tasso di positività dei tamponi antigenici al 16% e quasi 1,2 milioni di positivi. Ecco perché, indipendentemente da obblighi e raccomandazioni – dice Cartabellotta – mantenere la mascherina nei locali al chiuso è indispensabile”. 


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