“Conciliare le arti marziali con lo yoga? E’ possibile”: parola di Vincenzo Guerrini

Intervista a Vincenzo Guerrini, 64 anni, che da 40 anni pratica arti marziali

 

Buongiorno Vincenzo Guerrini, puoi raccontarti per chi ci legge?

Certo, molto volentieri! Iniziamo pure con le domande.

Vincenzo quanti anni hai, lavori, studi, quanto dedichi al corpo ed alla mente, sportivamente parlando?

Ho 64 anni, sono laureato in ingegneria e lavoro per una società privata, pratico con passione diverse attività. Generalmente quando trovo una disciplina che mi interessa, mi appassiono e continuo a praticarla per molti anni. Per esempio ho seguito lezioni di Karate per circa 40 anni, continuando a praticarlo anche nelle diverse città dove mi sono spostato per esigenze lavorative. Al momento seguo, per tre giorni alla settimana, lezioni di Krav Maga, che ha, pur nella sua specificità di disciplina di difesa personale, una certa attinenza con le arti marziali; negli altri due giorni feriali pratico Yoga, che vedo, potrà sembrare strano, come complementare alle discipline marziali. In parte questa complementarità è legata alle tipologie di allenamento differente che consentono di raggiungere un grande completezza della forma fisica: riflessi, scatto e forza esplosiva nel Krav Maga, equilibrio e elasticità articolare e autocontrollo dallo Yoga.

Inoltre alcuni elementi caratteristici dello Yoga, per esempio lo studio della respirazione e il controllo della mente, risultano utilissimi per lo svolgimento di qualsiasi altra disciplina. Direi che complessivamente dedico all’allenamento del fisico e della mente più di tre ore al giorno

Che risposta mentale e fisica hai avuto e che vantaggi, dal praticare sport, nella vita di tutti i giorni?

Riflettendoci mi vengono in mente svariati benefici che posso associare alle discipline che pratico: benessere (inteso come stare bene fisicamente e mentalmente), energia, umore, controllo e autocoscienza.

E’ quasi una banalità dire che praticare una disciplina sportiva fa bene alla salute; porta a un buon tono muscolare, evita di andare sovrappeso, favorisce una corretta postura, consente di scaricare le tensioni nervose sono tutti effetti che io sento chiaramente e che influenzano in positivo lo spirito con cui affronto la quotidianità con energia e ottimismo. Questi benefici si sono amplificati da quando ho iniziato a praticare lo Yoga (circa dieci anni fà) che, insegnando tecniche di respirazione e lavorando sulla capacità di concentrarsi e sulla consapevolezza del corpo e del movimento, fornisce strumenti utilissimi anche per la pratica di altre discipline.

Immagino abbia svolto i passaggi importanti della vita considerando le attività di cui sei sempre stato appassionato?

Direi che ci sono due fili conduttori che caratterizzano il modo in cui ho cercato di conciliare, nel corso della mia vita le attività fisiche con gli altri impegni:

il primo è che famiglia, affetti, studio e lavoro hanno comunque sempre avuto una priorità, ma attraverso capacità organizzativa e attenzione sono riuscito (quasi sempre) a ritagliarmi il tempo da dedicare alle attività fisiche.

Il secondo filo conduttore consiste nel fatto che io cerco di non essere monotematico e quindi ho evitato che una singola disciplina sia stata il mio unico impegno; per esempio in parallelo alle attuali attività Krav Maga e Yoga, pratico jogging, e varie attività legate al mare (vela, nuoto, canoa) e cerco inoltre di trovare il tempo da dedicare alla lettura per svago e approfondimenti.

Che hai fatto in questi mesi passati da marzo di quest’anno, comunque ti sei allenato, ti è mancato il rapporto sociale con i colleghi di pratica?

Sono convinto che le regole di chiusura che ci siamo imposti siano state adeguate a una situazione di reale emergenza, e quindi le lo accettate e applicate con serenità.

Ho lavorato da casa e nel tempo libero ho praticato attività fisica al chiuso, anche se a un ritmo più blando rispetto alle mie abitudini.

La mancanza del contatto con i colleghi e i compagni di palestra si è fatto un po’ sentire, ma i sistemi di videoconferenza sono stati un buon palliativo. Relativamente al Krav Maga, il maestro ha organizzato delle interessanti lezioni teoriche; mentre con lo Yoga abbiamo continuato le sessioni…. tutto in connessione remota.

Cosa consiglieresti a tutti uomini e donne, anziani e ragazzi, vista la tua esperienza?

E’ scontato che continuità di allenamento e determinazione sono fondamentali per avere risultati e soddisfazioni. Evitare di ricadere nell’errore di trovarsi un pretesto per saltare un allenamento.

Come mia esperienza e secondo gli insegnamenti del maestro di Yoga, bisogna evitare di affrontare un esercizio con la convinzione di non riuscire a eseguirlo correttamente. Inoltre io ho sempre trovato utile l’autoironia: quando una tecnica non ti riesce, fatti una risata e riprova.

Lo sport aiuta tantissimo: attraverso lo sport praticato in modo serio è possibile ritrovare la motivazione per reagire davanti ai tanti problemi della vita o a traumi subiti. Credi?

Sicuramente… anche se io, fortunatamente, non ho avuto esperienze di problemi o traumi particolarmente gravi e pertanto non sono il più qualificato per fornire testimonianze in tal senso.

A chi e come “trasmetti la tua forza” per trasmettere la tua esperienza?

Quando vedo un compagno che ha una difficoltà che mi è capitato di affrontare e superare in precedenza, provo a condividere con lui (lei) la mia esperienza.

Un’ultima domanda. Anzi decidi tu. Che vuoi aggiungere? Un tema a piacere come negli esami.

A mio parere, per riuscire a progredire, traendone soddisfazione, in qualsiasi disciplina, oltre all’impegno personale è importante una guida appassionata e professionale. Pertanto voglio concludere ringraziando i miei Maestri del passato e del presente.

Grazie Vincenzo, credo che l’antitesi che hai descritto sia di insegnamento: Yoga e Karatè, Krav Maga e Yoga mi sembravano, sino ad oggi, incompatibili. Buon proseguo e buona estate.


In questo articolo: