Coca purissima dall’Italia agli ovili, blitz nelle campagne sarde: 15 arresti

Ottantacinque chili di polvere bianca da Italia e Albania al porto di Olbia. Maxi giro d’affari milionario, i carabinieri: “Stroncati i due gruppi più potenti nell’Isola”. Ecco i nomi degli arrestati

Di Paolo Rapeanu

Quindici arrestati per traffico di droga nelle province di Cagliari, Sassari e Nuoro. Una vasta operazione, quella imbastita dai carabinieri di Carbonia insieme alla Direzione centrale servizi antidroga di Roma, lunga sei mesi: da settembre 2017 a febbraio 2018. Alla testa del gruppo due volti noti delle giustizia: Sandro Arzu, 49enne di Arzana e residente a Sestu con alle spalle 26 anni di carcere per omicidio e Alessandro Ghisu, 30enne residente a Thiesi e arrestato dieci anni fa per una rapina a un ufficio postale di Olbia. Entrambi, insieme ai loro complici, avevano diviso la Sardegna in due “zone della droga”: Sassari e Nuoro e Ogliastra, Sarrabus e Cagliari. Sandro Arzu, insieme a 3 suoi fratelli e a un cugino, è riuscito a sfruttare ovili e aree rurali per nascondere i panetti di droga. Ghisu, invece, aveva i suoi uomini di fiducia tra Sassari e Nuoro.

“Una parte dei soldi investiti per la droga provenivano da anticipi di denaro dai collaboratori, spesso era acquistato a debito. Indagini difficili, gli arrestati sono molto esperti nel settore della droga, cambiando di continuo schede telefoniche e utilizzando nomignoli tra loro”, spiega la comandante della compagnia dei carabinieri di Carbonia, Lucia Dilio.

L’episodio che ha fatto scattare il blitz dei carabinieri il 10 febbraio scorso, con l’arresto di un pensionato di Varese sbarcato a Olbia con, dentro l’auto, 5,5 chili di coca. Ecco tutti gli altri nomi degli arrestati: Luca Arzu, Roberto Arzu e Sandro Arzu di Arzana, Pietro Fadda di Alghero, Bruno Fanni di Tortolì, Andrea Ferreli di Arzana, Salvatore Muntone di Nuoro, Sebastiano Nuvoli di Sindia, Graziano Obinu di Nuoro, Vincenzo Piras di Arzana, Giovanni Piu di Sassari, Alessandro Tedde di Sassari e Luca Zedde di Sorgono.


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