“Certe notti” lunghe 23 anni, la storia di un successo immortale di Ligabue: una canzone unica

Sono sicura che, se fermassi un passante per strada e gli chiedessi di cantarmi un pezzo di Ligabue, sentirei, quasi sempre,  più o meno questo: “ Certe notti la macchina è calda, e dove ti porta lo decide lei…”. Leggete il bellissimo servizio di Claudia Assanti di www.spettakolo.it

di Claudia Assanti da www.spettakolo.it 

Sono sicura che, se fermassi un passante per strada e gli chiedessi di cantarmi un pezzo di Ligabue, sentirei, quasi sempre,  più o meno questo: “ Certe notti la macchina è calda, e dove ti porta lo decide lei…”.

E questo Luciano credo lo sappia, così come tutti i suoi fan. E lo so che molti di loro (compresi i miei amici che mi leggono con  affetto) penseranno che magari ci sono canzoni più belle o che loro amano di più, scritte in quasi 30 anni di carriera. Ma è un dato di fatto: dopo 23 anni, Certe notti resta la canzone più rappresentativa, quella che, dopo la sua pubblicazione, il 25 agosto 1995, non gli ha più permesso di viverle, quelle certe notti. Notti in cui “bussi alla porta di chi è come te”. Notti raccontate così bene, in modo così vero, identificative di un mondo e di un sentire ben preciso . Una canzone nata per sfida, come racconta in un lunga e bella intervista di Vincenzo Mollica qualche anno fa:  scrivere una canzone con tutti gli accordi in tonalità Mi maggiore. Ma di certo, Luciano non poteva aspettarsi tutto ciò che sarebbe accaduto dopo. Come ha raccontato lui stesso, non era nemmeno così d’accordo che Certe notti  fosse il primo singolo di Buon Compleanno, Elvis ( il suo album più venduto di sempre, che sarebbe uscito il 22 settembre dello stesso anno): «Il primo singolo di ogni mio album fino a quel momento uscito era sempre stato un brano tirato: “Balliamo sul mondo”, “Libera nos a malo”, “Ancora in piedi”, “A che ora è la fine del mondo?”. 
Quando la casa discografica decise per “Certe Notti” come lancio di “Buon compleanno Elvis” rimasi colpito. Mi sembrava strana come scelta. 
Quella canzone aveva evidentemente un potere che neanche io le sapevo riconoscere ma meno male che quel potere l’ha avuto e che ha prodotto quello che ha prodotto.»

Una persona in particolare, però, riusci a capire subito la potenza singolare di quel brano, Lucio Dalla, che attraverso una breve ma illuminante telefonata disse a Luciano ciò che si sarebbe effettivamente concretizzato. Luciano lo racconta in occasione della scomparsa del grande artista nel 2012,  sulla sua pagina facebook: << Parecchi anni fa, mi arriva una chiamata sul telefono. Io rispondo ed era proprio lui. Non c’eravamo mai sentiti prima. Mi dice “Guarda, scusa se ti disturbo, ma avevo bisogno di dirti una cosa velocissima. Ho sentito la tua nuova canzone per radio e vedrai che con quella vendi settecentomila copie”. Io non feci neanche in tempo a ringraziarlo per la sorpresa che lui aveva già messo giù. Dentro di me pensavo “See, settecentomila copie… ma quando mai…”. La canzone, appena uscita, era ‘Certe notti’. Concludo dicendo che fra le tante cose che ammiro in lui c’è la sua anomalia. Lo classificano fra i cantautori ma è un’etichetta che non lo inquadra bene.
Lui era ed è Lucio Dalla.>>

Certe notti, premiata come miglior brano con la Targa Tenco nel 1996, è la prova che, davvero, la musica fa un po’ ciò che desidera, sempre. Non esiste la ricetta per la canzone  perfetta, questo è chiaro.  Esistono solo contingenze particolari che derivano chissà da dove, e fanno respirare un’ aria speciale, unica, diversa. Ad esaminare anche il testo stesso della canzone (in cui ritorna e si fissa per sempre nell’immaginario collettivo il “Bar Mario”), non si discosta poi tanto da ciò che Luciano aveva già raccontato. Però, come dicevamo, di spiegazioni se ne possono dare tante, ma alla fine l’unica corretta è che la musica è esattamente come la macchina citata all’inizio di Certe notti“dove ti porta lo decide lei“.


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