Finita la scuola tante famiglie usufruiscono del servizio sia per far trascorrere ai propri figli delle ore in compagnia tra tuffi al mare, in piscina o in attività ludica, sia per impegnarli durante le ore di lavoro. Viene richiesto un contributo da parte degli enti che propongono il servizio, cifre che comunque incidono sul budget mensile. Proprio ieri è stato pubblicato dalla Regione il sostegno alla fruizione dei centri estivi: “Disposto, l’impegno complessivo di 1.000.000 euro a favore dei Comuni richiedenti finanziamenti per il sostegno alla fruizione dei “Centri Estivi”.
La L.R. 12 Marzo 2026, n.7 dispone interventi finalizzati al sostegno della fruizione dei centri estivi, riconoscendone il ruolo educativo, sociale e di supporto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La legge promuove e sostiene la partecipazione dei minori residenti in Sardegna, nel periodo di sospensione delle attività scolastiche, alle attività organizzate, qualificando come “centri estivi” le strutture nelle quali si svolgono attività diurne di carattere ludicoricreativo ed educativo destinate a minori di età compresa tra i 3 e i 17 anni”.
Ma i conti non torano: “In qualità di Consigliere regionale e Sindaco, non posso che esprimere profonda delusione per gli effetti concreti della misura regionale a sostegno dei centri estivi, presentata dalla Regione Sardegna come un importante intervento a favore delle famiglie.
Purtroppo, alla prova dei fatti, ci troviamo di fronte all’ennesima operazione di pura demagogia. Dopo gli annunci e le aspettative create, le somme assegnate ai Comuni risultano del tutto insufficienti a garantire un sostegno reale alle famiglie.
Basta guardare i numeri. Al Comune di Sanluri sono stati assegnati appena 5.400 euro. Considerando che le domande arriveranno verosimilmente da circa 500 minori, tra utenti della ludoteca comunale e bambini che frequentano la scuola paritaria, il contributo medio si tradurrà in poco più di una decina di euro a beneficiario (10,80€)” spiega Alberto Urpi Consigliere regionale SardegnalCentro2020 e Sindaco di Sanluri.
“Paradossalmente, il costo amministrativo necessario per raccogliere le domande, effettuare le verifiche, predisporre gli atti e liquidare i contributi rischia di essere superiore al beneficio economico effettivamente riconosciuto ai cittadini.
Le famiglie sarde meritano interventi seri e strutturali, non misure simboliche costruite per fare notizia ma prive di una reale efficacia. Quando si parla di sostegno alla genitorialità e ai servizi educativi estivi servono risorse adeguate e criteri che consentano di garantire contributi significativi, non pochi euro distribuiti a fronte di procedure complesse e costose.
Continuerò a rappresentare queste criticità nelle sedi istituzionali competenti affinché le future politiche regionali siano costruite con maggiore attenzione ai bisogni reali dei territori e delle famiglie”.












