Case dello studente chiuse e tagli: universitari sul piede di guerra

Circa 500 posti alloggi in meno con la chiusura delle case dello studente di via Roma e via Montesanto. E gli universitari dell’Ateneo di Cagliari annunciano un “autunno caldo” tra proteste e manifestazioni

Dopo via Roma, chiusa da anni per lavori di messa in sicurezza, anche la casa dello studente di via Montesanto chiude i battenti per un anno, a causa di un intervento urgente di ristrutturazione. “Il nuovo anno accademico inizia col piede sbagliato – denunciano gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo, che per il prossimo autunno annunciano una serie di manifestazioni e proteste – Posti alloggi in meno, e un ulteriore taglio al fondo di finanziamento ordinario che ora passa dai 117 milioni dell’anno scorso ai 109 attuali. Ne abbiamo abbastanza, è ora di organizzarci per ribellarci e dire basta alle riforme fatte di tagli sulla pelle degli studenti”.

Sono in tutto 208 i posti alloggio in meno con la chiusura della casa di via Montesanto, oltre a quelli della struttura di via Roma off limits da anni. Agli studenti che avrebbero dovuto prendere possesso della casa spetta un contributo di 1.800 euro per un anno accademico. “L’Ersu ci prende in giro due volte – dicono gli studenti – In primo luogo perché con 180 euro al mese è impossibile pagare un affitto più bollette a Cagliari. Ma, ancora più grave, perché l’ente sottrae dalla borsa di studio degli idonei beneficiari di casa dello studente 127 euro: a conti fatti verranno dati 525 euro in più rispetto all’importo dovuto per la borsa di studio. Senza contare che la prima rata arriverà non prima di dicembre”. Porte chiuse anche nella casa di via Roma. “Dopo aver speso le prime centinaia di migliaia di euro per i primi lavori – spiegano gli universitari – l’Ersu si è reso conto che servono altri 2 milioni solo per concludere le operazioni di messa in sicurezza. Nel mentre è in cantiere il campus di viale La Playa: 110 milioni di euro regalati al mattone. Una scelta che pare assurda vista la dismissione del carcere, della clinica Macciotta e la prossima dell’ospedale civile”.