“Capoterra, diffidato il presidente Mallus: si rifiutava di convocare il consiglio comunale”

Tale diritto di iniziativa, infatti, «è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione severa ed eccezionale della modificazione dell’ordine delle competenze mediante intervento sostitutorio del Prefetto in caso di mancata convocazione del Consiglio comunale in un termine emblematicamente breve di 20 giorni»

di Franco Magi

Nell’interesse dei Consiglieri comunali di Capoterra Stefano Piano, Franco Magi, Paola Espa, Franca Dessì, Donatella Dessì, Giovanni Montis, Giuseppe Fiume, Salvatore Volpi e Pietro Frongia, l’avv. Piero Franceschi ha diffidato il presidente del Consiglio comunale Giacomo Mallus a rispettare la legge e convocare nei termini previsti il Consiglio comunale di Capoterra.
Mallus, per motivi davvero incomprensibili, si rifiutava di convocare il Consiglio comunale nonostante la formale richiesta di ben 10 Consiglieri. Ed invero, ai sensi del citato art. 39 del TUEL, il Presidente del Consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio, «in un termine non superiore ai 20 giorni», quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste.
“Devo farle presente che fra gli argomenti dei quali è stata richiesta l’iscrizione urgente all’ordine del giorno ve ne è almeno uno il cui omesso esame e conseguente deliberazione può determinare gravi danni peri Comune”, ha scritto l’avv. Piero Franceschi “si tratta del parere preventivo obbligatorio sulla proposta di piani di lottizzazione a destinazione commerciale nel comparto D2B.1 del PUC”.
Sarebbe interessante comprendere per quali ragioni il presidente del Consiglio Mallus giunga finanche a violare la legge pur di impedire lo sviluppo delle attività commerciali a Capoterra. Tentando finanche ingenuamente e demagogicamente di strumentalizzare la mancata convocazione motivandola con le “ferie” e con “i costi della riunione consiliare”.
L’avv. Piero Franceschi ha poi effettuato una ampia disamina giuridica sull’argomento, affermando che “la norma configura un obbligo del Presidente del Consiglio comunale di procedere alla convocazione dell’organo assembleare per la trattazione da parte del Consiglio delle questioni richieste, senza alcuna condizione e senza che possa essere sollevata qualsivoglia eccezione, essendo limitato il potere del Presidente del Consiglio comunale alla sola verifica formale del prescritto numero di consiglieri, non potendo però sindacarne l’oggetto”.

Tale diritto di iniziativa, infatti, «è tutelato in modo specifico dalla legge con la previsione severa ed eccezionale della modificazione dell’ordine delle competenze mediante intervento sostitutorio del Prefetto in caso di mancata convocazione del Consiglio comunale in un termine emblematicamente breve di 20 giorni»allkusllususs (Tar Puglia, sez. 1, 25 luglio 2001, n. 4278). L’orientamento che vede riconosciuto e definito «il potere dei consiglieri di chiedere la convocazione del consiglio medesimo» come un «diritto» è ormai ampiamente consolidato (Tar Puglia, sez. I del 4 febbraio 2004, n. 124).
Alla luce delle considerazioni svolte, considerato che Lei non ha ancora provveduto a convocare il Consiglio comunale nonostante la richiesta proveniente da oltre 1/5 dei componenti il Consiglio stesso, devo formalmente diffidarla a provvedere con immediatezza e comunque affinchè la riunione si tenga entro 20 giorni dalla data di arrivo della richiesta dei Consiglieri miei assistiti.
Il legale dei Consiglieri ha infine fatto presente che, riguardando la convocazione anche il delicato argomento della proposta di piani di lottizzazione a destinazione commerciale nel comparto D2B.1 del PUC, il cui ritardato esame è suscettibile di determinare gravi danni a carico dell’Ente, Mallus si renderebbe responsabile in caso di ritardata convocazione.
La lettera è stata inviata anche all’Assessore regionale degli Enti locali, per l’esercizio dei poteri sostitutivi.
Nella storia repubblicana di Capoterra è la prima volta che accade una cosa simile.
Giacomo Mallus ha dimostrato di essere completamente inadeguato a rivestire il ruolo di presidente del Consiglio comunale di Capoterra, ma da ora in poi non gli sarà consentito di violare la legge, peraltro per motivi a noi ignoti e che farebbe bene a spiegare ai cittadini di Capoterra.


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