La testimonianza di chi fa i conti con un impianto di riscaldamento che funzionerebbe a singhiozzo, creando non pochi disagi ad alunni e personale scolastico.
Temperature in picchiata, l’estate è ancora lontana, e per chi è impegnato a imparare l’arte della cultura sono giorni difficili: si va a scuola bene imbottiti, proprio come chi insegna e si occupa della gestione all’interno del plesso scolastico.
Dopo la segnalazione di ieri, https://www.castedduonline.it/capoterra-bimbi-in-classe-con-giubbotti-e-copertine-esplode-la-rabbia/?fbclid=IwdGRjcAPVelljbGNrA9V6VHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHid8qWAOnBeVDdRibf0esIOXSi-D4KBSvcJ0FgGfLD6qrdVMepsLW0Q1Znm0&brid=ZmFrZWR1bW15MTZieXRlcw si moltiplicano le voci che raccontano il disagio.
“Il problema non è nato ora: già nei mesi di novembre e dicembre la situazione era difficoltosa e più volte si è lavorato in condizioni al limite della sopportabilità. È una situazione oggettiva e gravissima che riguarda quotidianamente studenti e personale scolastico. Qui non si tratta di polemiche, né di strumentalizzazioni, ma di diritto allo studio, tutela della salute e rispetto della dignità di chi vive la scuola ogni giorno. Minimizzare o travisare i fatti non aiuta a risolvere il problema.
Le segnalazioni per vie ufficiali sono già partite da tempo ma per ora ancora senza soluzione.
Forse occorre fare alcune precisazioni normative.
La temperatura minima invernale in un’aula scolastica deve essere di 18 °C, con un range ideale che va dai 18 ai 22 °C, secondo il D.Lgs. 81/08
La normativa prevede una tolleranza di 1°C, ma l’obiettivo è mantenere l’ambiente confortevole, evitando sia il freddo eccessivo che il caldo troppo elevato.
Parametri importanti perché temperature adeguate prevengono malanni e riducono lo stress termico; un ambiente confortevole migliora la concentrazione e l’apprendimento.
In caso di mancato rispetto di queste soglie, si tratta di una violazione del diritto a un ambiente di lavoro e studio adeguato.
L’unico obiettivo di questo messaggio è che la situazione venga riconosciuta per quello che è e affrontata con la serietà e l’urgenza che merita”.













