Il Capodanno 2025 a Cagliari finisce al centro della polemica politica. I consiglieri comunali di centrodestra parlano apertamente di un “fallimento politico e organizzativo”, contestando il modello del cosiddetto capodanno diffuso promosso dall’amministrazione cittadina.
Secondo i dati richiamati nel comunicato, l’evento principale — il concerto di Giusy Ferreri — avrebbe avuto una capienza massima stimata in circa 10.000 persone. A questa cifra, spiegano i consiglieri, sono state sommate le presenze negli altri appuntamenti distribuiti nelle piazze cittadine, per loro natura difficilmente quantificabili. I numeri ufficiali parlano di circa 15.000 presenze complessive in tutta la città.
Un risultato che, per l’opposizione, appare modesto se confrontato con quanto accaduto in altre città dell’isola. A Sassari, ad esempio, il concerto di Max Pezzali avrebbe registrato circa 35.000 presenze. «Non si tratta di una gara di vanità — sottolineano — ma di un indicatore chiaro di attrattività, visione e capacità di programmazione».
Il centrodestra critica la scelta di frammentare l’offerta in una molteplicità di micro-eventi, ritenuti incapaci di generare un reale impatto economico, turistico e mediatico. «Cagliari merita un Capodanno capace di portare persone, economia, visibilità e sicurezza — affermano — non una dispersione di pubblico e risorse».
La proposta è netta: abbandonare il modello del capodanno diffuso e tornare a un grande evento centrale, riconoscibile e ambizioso, in grado di collocare il capoluogo sardo nel panorama nazionale delle grandi città che investono con decisione sugli eventi di fine anno.
«Continuare così significa accontentarsi — conclude la nota — e Cagliari non può permetterselo. La città ha potenzialità enormi: serve il coraggio di una visione diversa. La domanda è semplice: vogliamo competere o restare a guardare?»











