Cani più sicuri e curati a Quartu: “Un’oasi tutta per loro a Sa Serrixedda”

Svolta per centinaia di animali randagi. Un terreno, immerso nella natura e protetto, non distante dalla futura biblioteca-archivio. Il vicesindaco Sanna: “Sarà gestito dalle associazioni, così riduciamo i costi del canile. Stiamo anche cercando un’area per i gatti”


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Cani più curati e sicuri a Quartu, in città aprirà la prima oasi canina. Un terreno, nella zona di Sa Serrixedda, da recintare e utilizzare per le centinaia di animali randagi. Ad annunciarlo è il vicesindaco Tore Sanna: “Sarà un’area gestista dalle associazioni animaliste e specializzate, non distante dal futuro polo archivistico”. Lo spazio è stato individuato dopo alcune ricerche, effettuate col supporto degli uffici comunali. Non solo. L’amministrazione comunale, infatti, sta già verificando dove realizzare un’altra oasi, “interamente dedicata ai gatti”. Una novità attesa da tantissimo tempo: “Con questa mossa contiamo anche di ridurre i costi del canile, oggi paghiamo quasi quattro euro al giorno per ogni cane”, ricorda il vicesindaco. Le novità sono emerse durante l’incontro, con le varie associazioni animaliste, dove sono stati snocciolati i dati del primo report sulle sterilizzazioni dei cani a Quartu: ottanta nei primi quattro mesi. Esiti più che positivi anche per il programma che punta a ridurre gli animali vaganti, puntando con decisione sulla microchippatura e sulle sterilizzazioni. L’attuale canile è sempre molto affollato, una spesa ingente per la sua gestione e un notevole numero di cani pastore con altissimi numeri di riproduzione, soprattutto nell’entroterra di Flumini. Dati allarmanti che avevano condotto l’amministrazione alla scelta di avviare il ‘Progetto Quartu’. Un piano finanziato dal Comune che punta innanzitutto alla ricognizione capillare dei bisogni nel territorio e poi all’avvio delle azioni consequenziali.

 

“Ci siamo innanzitutto concentrati sulla sterilizzazione dei cani. Il primo bando era andato deserto, nonostante le prime richieste da parte della popolazione. Richieste poi evase grazie all’avvio della collaborazione con l’associazione della dottoressa Pais, che si è dimostrata estremamente positivo: abbiamo infatti avuto già 83 richieste, di cui 58 già realizzate e 25 programmate. Inoltre siamo riusciti a sterilizzare anche 20 cani da pastore, che è poi il nodo centrale dell’operazione, perché abbiamo notato che questi animali troppo spesso sono abbandonati a se stessi. Nell’ambito di questo primo progetto abbiamo ancora disponibili 30 sterilizzazioni. Quindi proseguiremo su questa strada, dando continuità all’azione intrapresa”, aggiunge Tore Sanna.

 

“In 4 mesi abbiamo realizzato l’80% di quanto previsto: abbiamo infatti ampiamente superato la metà del programma e siamo già entrati nell’ultimo terzo dell’attività”, ricorda la presidente di Effetto Palla ODV Monica Pais. “È la conferma che il progetto sta funzionando bene. D’altronde, in Sardegna non abbiamo un vero e proprio randagismo, ma solo animali gestiti male. Ad esempio troppi cani non sono iscritti all’anagrafe canina” ha spiegato la veterinaria. Per poi sottolineare l’importanza del costante impegno dei vigili urbani, di coloro che vanno nelle campagne a parlare con gli allevatori, dando un timbro ufficiale all’iniziativa, senza per questo sminuire la fondamentale attività dei volontari. Dialogare con gli allevatori è infatti una scelta molto intelligente, perché permette di arrivare a queste persone, spiegare senza imporre”. Il ‘Progetto Quartu’ punta a sterilizzare nel primo anno un centinaio di cani, per abbattere così sia i rischi degli stessi animali di essere investiti nelle strade o andare incontro a una vita di sofferenza chiusi in un canile, sia gli esorbitanti costi sostenuti dalla cittadinanza. Il canile infatti ospita costantemente ben 400 amici a quattro zampe. L’ultima gara per la gestione, bandita di recente, è andata deserta perché l’importo di 3,10 euro al giorno per ogni cane era considerato troppo basso dalle aziende che operano nel cagliaritano. La cifra di mercato ora si aggira intorno ai 3,8: una spesa che per 3 anni arriva a 1,5 milioni di euro. Sono costi sicuramente altissimi, anche perché il benessere di questi cani è indubbiamente limitato. Per contro, i cento cani sterilizzati grazie al ‘Progetto Quartu’, sebbene possano sembrare una cifra bassa, non lo sono se calcoliamo che in media ogni animale dà la vita a 6 cuccioli all’anno: significa 600 cani in meno sul territorio.

 

Animali vaganti che spesso diventano vittime, investiti nelle strade e a volte persino avvelenati. “Sicuramente siamo sulla buona strada”, osserva la Garante per gli animali del Comune di Quartu, Donatella Perseo. “La sterilizzazione è assolutamente indispensabile, ma stiamo preparando anche nuove giornate di microchippatura, altra iniziativa di estrema importanza. Con essa vogliamo puntare sulla sensibilizzazione delle adozioni dal canile e sulla formazione dei cittadini, partendo dalle scuole”. Tema, quest’ultimo, caro anche all’assessora comunale ai Territori Extraurbani, Tiziana Cogoni: “A Flumini il problema è molto sentito. Per questo dobbiamo ripartire dalla formazione culturale degli adulti di domani e organizzare anche incontri pubblici, alla presenza di tutte le figure interessate, dai veterinari agli educatori cinofili. L’ignoranza va combattuta, a vantaggio dell’informazione”. E a proposito di informazione la dottoressa Pais ha voluto ribadire che la sterilizzazione non comporta rischi sanitari per l’animale: “Siamo veramente felici di questa collaborazione con l’amministrazione comunale di Quartu anche perché non si tratta di una campagna fatta al risparmio. Se la sterilizzazione è fatta con tutti i crismi è solo un bene, ed è questo il caso. Viene fatta in sala operatoria, con relativa visita preanestetica. E quando l’anestesista riscontra problemi, l’animale viene subito rimandato indietro. Per contro un’operazione riuscita sostanzialmente allunga la vita delle cagne, che oltre a evitare i problemi del parto sono anche meno soggette a tumore mammario”.


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