“Siamo cagliaritani, la classica coppia nota e bella: peccato che so delle sue amanti”

“Siamo, io e mio marito, ancora entrambi giovani. Sposati da circa 15 anni con due figli piccoli. Siamo, a detta di amici e parenti, la classica bella coppia. Belli da vedere e da frequentare. Forse anche piuttosto noti. Non ci manca il lavoro e il denaro. Solo io però so che la nostra unione è affollata. Un triangolo ? Io, lui e l’altra ? Forse. Ma forse l’altra cambia costantemente”

Di recente su questo quotidiano ho letto la storia di una donna che in passato è stata l’amante di un uomo sposato. Mi ha colpito la presa di coscienza di questa donna che dopo essersi fatta schifo da se ha avuto compassione, nel senso buono del termine, per la moglie tradita ed ha cosi deciso di cambiare strada e lasciare la coppia di coniugi al loro destino. Ma ancor di piu’, Sig.ra Aschieri, mi ha colpito la sua risposta. Ora le sottopongo la mia di questione.

Siamo, io e mio marito, ancora entrambi giovani. Sposati da circa 15 anni con due figli piccoli. Siamo, a detta di amici e parenti, la classica bella coppia. Belli da vedere e da frequentare. Forse anche piuttosto noti. Non ci manca il lavoro e il denaro. Solo io però so che la nostra unione è affollata. Un triangolo ? Io, lui e l’altra ? Forse. Ma forse l’altra cambia costantemente. Il paradosso è che lui non sospetta minimamente la mia consapevolezza. Non immagina che io sappia delle sue relazioni. Ma una moglie attenta non puo’ non accorgersi se ci sono intrusioni e confusioni. Non ne ho ancora parlato con nessuno. Sto valutando molte cose. La crisi di mezza età di lui (anticipata di qualche anno), le conseguenze di una separazione sui figli, le conseguenze a livello economico e lavorativo, le conseguenze sulla mia vita personale, sociale ed emotiva. Se ci fosse mia nonna mi direbbe: “chiudi un occhio, non puoi distruggere tutto per una scappatella o due scappatelle”.

Mentre se ne parlassi con le mie amiche e con i nostri amici direbbero:” E’ inaccettabile, di voi non lo potevo immaginare, eravate il nostro modello, non è giusto, fagliela pagare”. Premesso che non ho ancora potuto sfogare tutta la rabbia che ho, e non so nemmeno cosa mi trattiene, forse il fatto che non ci credo ancora, non posso credere che è successo a me; mi sto chiedendo se ho la forza di chiudere l occhio o al contrario di affrontare il più grande cambiamento della mia vita, quello che non avrei mai voluto vivere. Lei, che sembra essere una persona intelligente ma anche di spessore, cosa mi suggerisce?

Daniela da Cagliari

Commento e Risposta di Raffaella Aschieri: Daniela, per prima cosa deve sfogare la sua rabbia e sdegno. E’ un suo diritto. Deve affrontare suo marito e tirar fuori tutto quello che sa e soprattutto cosa sta provando. La scelta poi sul cosa fare, haime’, non puo’ essere solo sua. Voglio dire se parlando con suo marito emergesse che, da parte di lui, non ci fosse particolare senso di colpa e particolare timore di perdere tutto ciò che avete costruito in questi anni, la scelta di separarsi diverrebbe quasi naturale. Naturale costrizione per mancanza di intenti comuni. Quindi prima il dialogo e lo sfogo. Poi le decisioni. Ma ci vuole tempo e calma. E se poi dopo lo sfogo, la dichiarazione di intenti di suo marito e il dialogo lui le dicesse : “mai piu’ è stato un tragico errore”, solo allora potrà decidere. In ogni caso la voce che dovrà seguire e ascoltare sarà solo quella sua. La decisione che prenderà dovrà essere quella che la farà stare meglio. Sono certa che, con i tempi di oggi, anche sua nonna la penserebbe cosi. Un ultimo consiglio: Non racconti nulla agli amici. Gli amici in questi casi sono squali. E se rimarrà con suo marito tenga per lei questo momento di confusione e dolore. Divulgare la vostra crisi, contrarianente a quanto si fa oggi di continuo in TV come sui Social non migliora mai le cose, anzi, a mio avviso, toglie valore ai propri sentimenti e alla propria vita. Perle ai porci. Anche quando le Perle fanno soffrire.