Cagliari, studenti ancora in rivolta al liceo “Alberti”: file di 10 minuti per accedere agli unici bagni presenti nella scuola, alcune aule sono chiuse e inagibili, l’acqua al piano di sopra non sempre arriva e per la settimana corta è indetta una assemblea di istituto. “Non siamo d’accordo, per chi arriva da Chia e Burcei, per esempio, è un serio problema anche perché mancherebbero i bus per rientrare a casa. Chi ha scelto questa scuola lo ha fatto anche per gli orari. Noi protestiamo, facciamo sentire la nostra voce perché la scuola è la nostra seconda casa”.
Ordinati, composti e determinati: vogliono studiare, infatti ritengono che non entrare in classe sia una grave perdita per loro, soprattutto in questo periodo in cui la fine del secondo quadrimestre si avvicina. Ma non possono e non vogliono che non si concentri l’attenzione su di loro: problemi importanti che minano la serenità degli studenti. Dai termosifoni malfunzionanti, questo problema al liceo di viale Colombo sembra essere risolto, ai bagni a disposizione dei ragazzi. Due per genere, troppo pochi, le file diventano interminabili, “anche di 10 minuti” e, nonostante la pulizia continua da parte del personale, le condizioni igieniche non sono sufficienti.
Non solo: l’acqua arriva a singhiozzo, le istituzioni scolastiche da oggi hanno comperato le bottigliette di acqua potabile perché, quella che arriva, quando scende dai rubinetti, non ha un colore invitante. Domani verranno effettuate le analisi, è stato infatti messo in moto un serbatorio che deve essere azionato manualmente per cercare di limitare i disagi nati, da quanto raccontano gli studenti, da quando sono stati fatti dei lavori in strada proprio di fronte alla scuola. E ancora: i disagi avvertiti dai residenti e negozianti di viale Diaz, causa lavori per la realizzazione della metro, sono giunti sino a scuola. Le conseguenze? Niente acqua all’improvviso e al danno si aggiunge la beffa. I giorni scorsi il dirigente scolastico ha evidenziato per l’ennesima volta il problema, ha chiesto di far uscire da scuola i ragazzi. L’ordinanza dal Comune è arrivata solo alle 13, “alle 13,15 suonava la campanella d’uscita”.
“Vogliamo che tutti sappiano cosa stiamo vivendo, noi vogliamo studiare, andare a scuola in sicurezza e con serenità” spiega un rappresentante d’istituto a Casteddu Online.
“Gli adulti devono capire come sono le condizioni del nostro istituto, abbiamo delle aule chiuse da anni perché pericolanti e i lavori non sono mai iniziati. Anche un bagno al piano superiore è chiuso poiché pericolante”.
Non va bene, insomma, questa situazione, e i ragazzi e le ragazzi lo urlano con forza. Mercoledì si terrà una assemblea di istituto, in cui si discuterà anche delle carenze in cui versa la scuola. Su questo punto dirigenti e professori appoggiano gli studenti, li supportano e si prodigano per migliorare la situazione. Ma mercoledì si discuterà anche di un altro tema molto importante: la settimana corta.
Ben accolta dai vertici, scontenta invece gli studenti che, in maggioranza, preferirebbero andare a scuola anche il sabato per avere un’ora in più tutti i giorni della settimana. Tra compiti e attività sportive, c’è chi non potrebbe nemmeno rientrare a casa a causa degli orari, dei mezzi pubblici, proibitivi. “Noi andiamo a scuola e siamo noi a dover mostrare vantaggi e non riguardo le scelte così importanti”. La scuola è dei ragazzi, infatti, delle nuove generazioni che spesso vengono mal giudicate e che, invece, sanno bene cosa vogliono per il loro futuro e, in questo momento, chiedono solo di essere ascoltati per avere i propri diritti e assicurarli agli studenti che decideranno di frequentare il liceo di viale Colombo.









