La Regione mette un punto fermo: niente rigassificatore a terra a Giorgino. La Giunta guidata da Alessandra Todde ha ufficialmente negato l’intesa al progetto da 120 milioni di euro proposto da Sardinia Lng, previsto a ridosso del Villaggio Pescatori.
Una decisione attesa, arrivata dopo anni di iter burocratici e scontri legali, che di fatto blocca la realizzazione dell’impianto così come era stato concepito.
Il motivo del no
Alla base della bocciatura c’è una scelta strategica chiara: privilegiare impianti galleggianti e non strutture fisse su terra. Secondo la Regione, infatti, le indicazioni nazionali puntano verso terminali di rigassificazione flottanti, considerati più flessibili e coerenti con la fase di transizione energetica.
Un impianto stabile come quello previsto a Giorgino, invece, viene ritenuto troppo rigido e destinato a incidere a lungo sul territorio, andando contro la visione di sviluppo energetico regionale.
Il progetto
Il piano prevedeva la realizzazione di un terminale GNL con capacità di stoccaggio di 22mila metri cubi, collegato a una banchina per l’attracco delle navi metaniere. Tra le strutture incluse: serbatoi criogenici, sistemi di pompaggio e vaporizzatori per la trasformazione del gas liquido.
Un’infrastruttura importante, pensata per servire un’ampia area del sud Sardegna, ma che ha sollevato forti perplessità tra i residenti.
Le proteste e il parere del Comune
Determinante anche il no del Consiglio comunale di Cagliari, che aveva già espresso contrarietà raccogliendo le preoccupazioni degli abitanti della zona, in particolare del Villaggio Pescatori, timorosi per l’impatto ambientale e sulla qualità della vita.
Una vicenda lunga anni
L’iter del progetto era iniziato nel 2017 e aveva ottenuto nel 2021 il via libera ambientale dal Ministero. Tuttavia, il procedimento si è arenato a livello regionale, fino all’intervento del Tar che ha imposto alla Giunta di esprimersi entro 30 giorni.
La risposta è arrivata: negativa.
E adesso?
La partita, però, potrebbe non essere chiusa. Da parte della società proponente si profilano nuovi ricorsi, mentre il tema della metanizzazione dell’isola resta aperto.
Nel frattempo, la linea della Regione è tracciata: sì al gas solo in forma temporanea e con impianti mobili, no a strutture permanenti a terra.









