Cagliari, sos dalle case di riposo: “Nonnini positivi ma già vaccinati e visite limitate: dateci le terze dosi”

Nei prossimi giorni via alle terze dosi, nei primi elenchi non compaiono gli ospiti delle case di riposo. Vaccinati tra febbraio e marzo, in alcuni casi le “difese” sono già calate. Milena Sirigu: “Alcuni anziani positivi a lungo termine, sono isolati: non moriranno di Covid ma di depressione”. Luciano Damiazzi: “Capita che i parenti si lamentino perchè possono visitare i propri cari solo mezz’ora alla settimana”

La protezione con la seconda dose del vaccino? Dura un anno, ma pian piano che passano i mesi la percentuale di difesa diminuisce. Soprattutto, stando a più di una testimonianza, tra gli anziani. Nei prossimi giorni inizieranno le inoculazioni delle terze dosi, nella prima fase della Sardegna si partirà con gli immunodepressi. L’Ats, insieme alle aziende ospedaliere, sta affidando il piano d’azione. E c’è chi già spera che, quanto prima, la lista si allunghi e vengano inseriti anche gli anziani. La maggior parte sono stati immunizzati tra febbraio e marzo. Sei-sette mesi sono già passati, quindi, e i casi di nuovi contagi nonostante la doppia dose di vaccino, purtroppo e seppur con sintomi più lievi, ce ne sono stati: “Da noi ci sono otto ospiti positivi. L’ultimo caso risale al dodici agosto, uno dei nonnini è tornato dal Brotzu ed è risultato contagiato. Abbiamo avuto anche una dimissione dal Binaghi ma con una segnalazione di positività a lungo termine. Purtroppo, passati i ventuno giorni canonici non riceviamo nessuna comunicazione. Gli ospiti rimangono isolati, se non moriranno di Covid moriranno di depressione, non vedono più nessuno”, racconta Milena Sirigu, presidentessa di una casa di riposo in via Padova a Cagliari. “Non avevamo mai avuto un caso durante tutto il periodo nero del virus, poi con l’apertura alle visite dei parenti e l’uscita dalla struttura degli ospiti per fare dei controlli in ospedale, o dal dentista o dall’oculista, abbiamo registrato gli otto casi. Ci troviamo in una spirale terrificante, i positivi hanno tra gli 85 e i novantanove anni. Spero che al più presto gli venga somministrata la terza dose”.
Situazione complessa ma, almeno in questo caso, senza nessuna esplosione di contagi, anche nelle due case di riposo di Pirri e Assemini della Oami. Il presidente Luciano Damiazzi spiega che “a parte un caso di positività, il virus ce lo siamo sempre scampato. Tra Pirri e Assemini abbiamo 25 ospiti, non siamo ancora stati contattati dall’Assl ma speriamo che le terze dosi vengano somministrate già entro fine settembre. O al massimo entro Natale, visto che dicono che con la seconda dose si ha una copertura di un anno”, afferma. “Ogni venti giorni facciamo tamponi a tutti gli ospiti e il personale. I parenti degli anziani si lamentano, qualche volta, perchè ci sono ancora gli ingressi contingentati e si può entrare solo su appuntamento. In media, ogni parente può vedere il proprio caro non più di due volte alla settimana e per non più di trenta minuti. Queste sono le regole, purtroppo noto che c’è già un calo di protezione del vaccino negli ospiti”.


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