L’allerta meteo rossa lascia a casa i dipendenti pubblici ma gli altri possono rischiare la vita e nessuno li tutela. E’ questa, in sintesi, la denuncia del segretario Uiltucs Sardegna Cristiano Ardau. “In queste ore abbiamo assistito all’ennesima e inaccettabile distinzione tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie D. Con l’allerta meteo rossa, molte attività pubbliche e private sono rimaste giustamente chiuse per tutelare la sicurezza delle persone, degli utenti o degli studenti. Ma migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio, dei servizi, della distribuzione e di altri settori erano regolarmente al lavoro, come se il rischio non li riguardasse”, scrive Ardau sui social.
“Lavoratori che hanno dovuto percorrere decine di chilometri con condizioni meteo avverse. Ad alcune aziende abbiamo chiesto la chiusura. Se ne sono fregate delle indicazioni, del buon senso e soprattutto della sicurezza.
L’ennesima conferma che per qualcuno, il profitto viene sempre prima delle persone.
Con un dettaglio curioso: molti responsabili di queste attività erano regolarmente a casa. La domanda è semplice: il diritto alla sicurezza vale solo per alcuni? esistono lavoratori sacrificabili? Chi lavora in un supermercato, in una mensa o in un centro commerciale è meno importante, è meno cittadino, è meno degno di tutela? E se durante un’allerta meteo rossa un commesso o un addetto “serve” un cliente che tranquillamente fa la spesa perché é “a riposo forzato”, non aspettatevi da lui tanti sorrisi”, conclude Ardau.
L’ennesima conferma che per qualcuno, il profitto viene sempre prima delle persone.
Con un dettaglio curioso: molti responsabili di queste attività erano regolarmente a casa. La domanda è semplice: il diritto alla sicurezza vale solo per alcuni? esistono lavoratori sacrificabili? Chi lavora in un supermercato, in una mensa o in un centro commerciale è meno importante, è meno cittadino, è meno degno di tutela? E se durante un’allerta meteo rossa un commesso o un addetto “serve” un cliente che tranquillamente fa la spesa perché é “a riposo forzato”, non aspettatevi da lui tanti sorrisi”, conclude Ardau.












