Duro intervento in Consiglio comunale di Giuseppe Farris, esponente di Civica 2024, durante la discussione sulla delibera relativa all’approvazione del rendiconto di gestione 2025.
Il consigliere ha subito marcato una differenza politica rispetto allo scorso anno: se il precedente rendiconto era solo in parte attribuibile all’attuale amministrazione, quello portato oggi in Aula – ha sottolineato – è “interamente imputabile” alla giunta guidata dal sindaco Massimo Zedda. Tuttavia, secondo Farris, le criticità già evidenziate nel 2024 “restano sostanzialmente inalterate”.
Nel suo intervento, il consigliere ha parlato di una sorta di “enclave” dei servizi finanziari, dove – nonostante il confronto politico – risulta difficile apportare correttivi concreti. Un passaggio che si lega alla critica principale: l’equilibrio di bilancio, ha spiegato, deve sì rispettare il principio di prudenza, ma anche quello di veridicità.
Ed è proprio su questo punto che Farris ha affondato il colpo. Analizzando i dati del rendiconto, ha evidenziato un forte scostamento positivo nelle entrate correnti: oltre 18 milioni di euro, più del triplo rispetto ai 5,5 milioni registrati nell’esercizio precedente. Un dato che, secondo il consigliere, può essere letto in due modi: “eccesso di prudenza” oppure tentativo di costruire previsioni artificialmente più deboli.
Non mancano le preoccupazioni sui fondi legati al Pnrr e al Pnmetro Plus, il cui utilizzo viene rinviato a causa dei ritardi nei cronoprogrammi delle opere. Un rallentamento che, ha avvertito Farris, espone al rischio concreto di perdere finanziamenti se le risorse non verranno impegnate entro i termini.
Altro nodo critico è quello dei residui, ancora molto consistenti nonostante un lieve miglioramento. Il consigliere ha puntato il dito soprattutto sulle difficoltà di riscossione: meno del 35% per alcune entrate tributarie e appena il 24,7% per le sanzioni del codice della strada, in ulteriore calo rispetto all’anno precedente.
Preoccupano anche i residui più datati, alcuni risalenti addirittura al 2021 e quindi esposti al rischio di prescrizione. Sul tema, Farris ha ricordato la recente operazione di riaccertamento: oltre 23 milioni di euro di residui attivi e più di 10 milioni di passivi.
Infine, riflettori puntati sul fondo contenziosi. Il consigliere ha segnalato criticità nella comunicazione tra uffici, in particolare tra avvocatura e servizi finanziari, con la presenza nel report di cause non indicate negli anni precedenti pur essendo già pendenti.
Un quadro complessivo che, secondo Farris, evidenzia problemi strutturali ancora irrisolti: “Vedremo tra un anno – ha concluso – se questi indicatori miglioreranno o meno”.










