È un attacco frontale, politico e senza sconti quello sferrato dalla minoranza di centrodestra contro la maggioranza in Consiglio comunale a Cagliari, dopo l’approvazione del Rendiconto 2025. I consiglieri di opposizione hanno votato compatti contro la delibera, denunciando quello che definiscono “un paradosso inaccettabile”: conti in ordine ma città ferma.
Secondo quanto emerso nel dibattito in Aula, il documento contabile certifica un avanzo di amministrazione rilevante, segnale – per la maggioranza – di solidità finanziaria. Ma è proprio questo dato a diventare il bersaglio principale delle critiche dell’opposizione, che ribalta la lettura politica del risultato.
“Non è un successo, ma il certificato della vostra inerzia”, accusano duramente i consiglieri di centrodestra, sottolineando come l’avanzo rappresenti risorse non spese e quindi servizi non erogati ai cittadini.
Nel mirino finiscono soprattutto le principali emergenze urbane: dall’emergenza abitativa alla viabilità, fino al welfare e al decoro urbano. Temi su cui, secondo la minoranza, l’amministrazione avrebbe accumulato ritardi e mancanza di interventi concreti.
Il cuore della critica è tutto politico: la Giunta viene accusata di privilegiare la “quadratura dei conti” rispetto alla capacità di trasformare le risorse disponibili in azioni tangibili sul territorio. Un’impostazione che, per l’opposizione, avrebbe prodotto una gestione “fredda e contabile”, distante dai bisogni reali della città.
Il Rendiconto, atto obbligatorio che fotografa i risultati della gestione finanziaria dell’ente diventa così terreno di scontro tra due visioni opposte: da un lato la rivendicazione dell’equilibrio di bilancio, dall’altro la denuncia di una città “paralizzata”.
Parole dure anche sul piano politico: “I cittadini pagano le tasse per avere servizi, non per far quadrare i fogli Excel”, affonda la minoranza, che arriva a chiedere un cambio di passo radicale, se non addirittura un passo indietro della maggioranza.












