Oggi in viale Sant’Avendrace 112 è stata posata la prima pietra d’inciampo a Cagliari. É stata dedicata a Mario Giovanni Pani, giovane cagliaritano deportato dai nazisti nel 1944 e morto l’anno successivo nel campo di sterminio di Bergen-Belsen concentration camp.
Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda attraverso i social ha invitato i cittadini a fermarsi davanti alla piccola targa di ottone incastonata nel marciapiede: un gesto semplice ma potente, pensato per ricordare chi ha perso la vita sotto il nazifascismo.
Pani aveva poco più di vent’anni quando fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Flossenbürg concentration camp come prigioniero politico. Un anno dopo morì stremato dalla malattia e dagli stenti a Bergen-Belsen, lo stesso luogo dove persero la vita anche Anne Frank e la sorella Margot Frank.
“Davanti alla pietra d’inciampo vi invito a sostare un attimo” ha scritto Zedda nel suo messaggio, ricordando come quel gesto serva a “gioire delle nostre libertà e ricordare chi ha dato la vita per la nostra serenità, oggi ancora minacciata da nuovi venti di guerra”.
La realizzazione della pietra è stata possibile grazie alla mozione presentata dalla consigliera Laura Stochino e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Alla cerimonia hanno partecipato i familiari di Pani, le associazioni antifasciste promotrici dell’iniziativa – Anppia, Aned Milano, Anpi e Issasco – oltre alla comunità del quartiere.
L’evento ha coinvolto anche il mondo della scuola. Al mattino il Liceo Classico Siotto ha ospitato il sindaco Zedda e la consigliera Stochino per affrontare il tema con le studentesse e gli studenti liceali, mentre nel pomeriggio l’aula consiliare accoglie la presentazione del volume l“Storie di deportazione femminile” e la proiezione del documentario “Le rose di Ravensbrück. Storia di deportate italiane” dedicato alle donne deportate nel sistema concentrazionario nazista.
Le pietre d’inciampo, piccole targhe installate davanti alle abitazioni delle vittime del nazifascismo, sono oggi diffuse in tutta Europa. Da oggi anche Cagliari entra in questa mappa della memoria.
E proprio qui, su un marciapiede attraversato ogni giorno da passanti distratti, il nome di Mario Giovanni Pani torna a vivere. Un invito silenzioso a fermarsi, leggere e ricordare. Perché la memoria, come ricorda il sindaco, non è solo passato: è una responsabilità che riguarda il presente e il futuro. “Per questo la memoria è importante”, ha concluso.










