Cagliari, primi vaccini Covid ai bambini con decine di genitori in fila alla Fiera: “Così li proteggiamo”

Primo giorno con la possibilità di far vaccinare i bimbi tra i 5 e gli 11 anni, molte famiglie in attesa nel padiglione dedicato ai piccoli. Quattro postazioni per ricevere l’iniezione, l’Ats dona a tutti l'”attestato di coraggio”. C’è chi arriva anche da Sestu, Quartu e Sinnai: “Ho avuto il Covid dopo due vaccini ma non sono stato male, voglio tutelare mio figlio”, “Dobbiamo fidarci, al momento non ci sono altre soluzioni”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

C’è chi non ha fatto molta strada, ma anche chi ha preso il proprio figlio o figlia da scuola e, dopo aver macinato anche decine di chilometri, ha raggiunto il Centro Congressi della Fiera di Cagliari per far vaccinare il proprio piccolo contro il Covid. Nel primo giorno con le vaccinazioni consentite ai bambini tra i 5 e gli undici anni, dopo appena un’ora sono già oltre quota cento i bimbi immunizzati contro il virus. Tre postazioni per l’accettazione, indispensabile la firma di mamma e papà nel foglio del consenso informato, poi quattro dottori dell’Ats che fanno le iniezioni. E, dopo la puntura, in regalo un attestato speciale, firmato Ats: “Attestato di coraggio per aver dimostrato di essere un piccolo ‘grande’ eroe”. Raro trovare, tra le sedie e i divanetti tutti occupati, genitori non vaccinati .Il senso principale è uno: ci siamo tutelati noi, ora tocca ai nostri figli, anzi, loro sono i primi ad averci chiesto il vaccino. Dopo la prima ora, vista la grande affluenza, è stato deciso di far attendere i nuovi arrivati sotto il porticato esterno, per non creare assembramenti. L’Open Day vaccinale dura cinque ore, non è escluso che venga riproposto anche nei prossimi giorni.
“Sono minori, qualcuno doveva accompagnarli. I miei figli hanno dieci e undici anni”, spiega Mario Pau, ingegnere 49enne, di Sestu. “È l’unico modo per essere più sereni e cercare di continuare a vivere nella normalità, per quanto possibile. Nelle scuole dei miei figli, in passato, c’è stato qualche caso di Covid. Sono vaccinato, ho la terza dose”. Non ha dovuto faticare per spiegare ai figli i benefici del vaccino: “C’è già, da giorni, una campagna informativa, loro hanno maturato autonomamente la consapevolezza che le alternative non sono tante. Non sono esenti dal contagio, tantomeno dal contagiare gli altri. Se vogliono continuare a frequentare nonni, amici e fare sport è l’unica possibilità che ci rimane. I nonni sono vaccinati, se lo sono anche loro saremo in condizioni più serene”. Paolo Spano, 57 anni, odontoiatra, ha accompagnato la figlia di 11 anni e mezzo: “Vaccino mia figlia perchè sono convinto che devono essere vaccinati tutti, per diminuire il rischio di contrarre l’infezione. Sono vaccinato con due dosi e ho avuto il Covid, è normale che possa succedere. Grazie al vaccino sono stato molto fortunato, lo Stato mi ha dato una grande possibilità sennò non so come sarebbe andata a finire”, sostiene. “Nella scuola di mia figlia ci son state quarantene, non c’ stato bisogno di spiegare a mia figlia l’importanza del vaccino, anzi è contenta di farlo. Ai genitori che non si fidano dico di credere nella scienza, solo così riusciamo a sconfiggere questa situazione che ci sta tarpando le ali. Non abbiamo grandi mezzi per giudicare ciò che ci propongono. Loro studiano e investono e noi leggiamo solo quello che ci viene comunicato”. Una cinquantacinquenne cagliaritana, con accanto il marito e i due figli, “entrambi di sette anni”, corre verso il Centro Congressi: “Il vaccino è importante per tutelarsi e per la salute dei bimbi e dei grandi, tutti lo devono fare per tutelare la comunità. Sono già qui così evito le prenotazioni”.


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