La Lipu: “In questo periodo la nostra delegazione di Cagliari riceve giornalmente decine di telefonate e messaggi per uccelli, i nostri volontari non possono intervenire perché la Delegazione di recente istituzione non ha ancora un numero sufficiente di volontari.
Ricordiamo che la Lipu è una Associazione a nazionale che si occupa di protezione dell’Ambiente, in particolare di uccelli e chirotteri, i soci pagano una quota annuale e non ricevono alcun compenso per la loro attività, chiunque può iscriversi e contribuire con una piccola quota all’attività dell’associazione e partecipare alle iniziative di volontariato, contattando la nostra Delegazione di Cagliari sulla pagina Facebook”.
Il problema riguarda sopratutto l’involo dei giovani di Gabbiano reale zampegialle che nidificano sugli edifici delle città.
Una specie marina che nidifica sulle coste ma si è sposato in città perché ha trovato condizioni favorevoli: terrazzi protetti dai venti, d’inverno un temperatura più mite, assenza di predatori, ma soprattutto la facile disponibilità di cibo, dalle discariche, dai cassonetti e dai mastelli e dal cibo lasciato per alimentare i gatti randagi che spesso vengono scacciati gabbiani che sono più aggressivi.
La specie è molto rumorosa e coloniale emettono molti vocalizi e sono pronti ad intervenire contro le persone.
Si tratta di una specie molto aggressiva onnivora e predatrice, anni fa danneggiarono le nidificazioni del Fenicottero rosa nello Stagno di Molentargius
A questo proposito abbiamo redatto un documento che anni fa inviammo all’Amministrazione Comunale che ripresentiamo alla nuova Amministrazione.
Resta il problema dei giovani che al primo involo finiscono in strada, nei giardini ed in altri luoghi”.
Tale presenza crea disturbo per gli abitanti ed influisce pesantemente sulla restante fauna.
L’occupazione dei siti riproduttivi avviene a partire da ottobre e più marcatamente tra novembre e febbraio (Olsen e Larsson, 2004), e la nidificazione da marzo a giugno (in Alghero da Aprile a Luglio).
Il nido è costruito sul terreno, con materiale secco di origine vegetale, preferendo i pendii e le scogliere delle isole, e secondariamente le dune costiere e le lagune. Il Gabbiano reale oggi nidifica anche nei centri urbani, in canali da navigazione da diporto e ai margini delle pinete costiere.
Le uova hanno colore verdastro o bruno chiaro e sono macchiate di marrone scuro; solitamente ne vengono deposte 2-4, incubate per 28-30 giorni. I piccoli sono semi-precoci, e pertanto alla nascita sono già coperti di piumino e si disperdono attorno al nido subito dopo la schiusa. A 35-40 giorni di età sono in grado di volare.
La durata media della vita di un adulto è di 10-15 anni ( sino a 30 anni), la sopravvivenza degli adulti è del 90% e del 70-80% nei giovani di un anno.
In presenza di abbondanti risorse trofiche, le coppie nidificanti possono allevare un numero di piccoli mediamente più elevato, e gli individui immaturi possono raggiungere la loro maturità sessuale in anticipo (a 3 anni di età anziché a 4-5, Coulson et al. 1982) e incrementare il tasso di sopravvivenza annuale.
Questo causa un significativo aumento della produttività, e conseguentemente, una rapida crescita demografica (Skórka et al. 2005).
Il Gabbiano reale è una tra le specie di Laridi più adattabili, in grado di affrancarsi notevolmente dall’ambiente marino, inoltrandosi nell’entroterra, risalendo i fiumi e sfruttando gli ambienti urbani e quelli antropizzati e degradati (in particolare le discariche di rifiuti solidi urbani, ed i campi coltivati e lavorati).
Le doti di grande volatore ne consentono una ampia mobilità, e ciò permette di utilizzare risorse ubicate fino a 18-25 km dalla colonia e di compiere, in ogni stagione dell’anno, decine di km al giorno tra i siti di riposo e quelli di alimentazione.
La dieta è onnivora, essendo una specie con indole da “spazzino”: si nutre di pesce ed altri organismi marini, scarti di pescato, rifiuti, uova e nidiacei di altri uccelli, animali morti, ed è anche in grado di predare altri animali, compresi individui adulti di Colombo di città Columba livia forma domestica e di Rondone Apus apus.
Oggi il Gabbiano reale si adatta anche a predare i nidiacei di passeriformi dai tetti. E’ frequente infatti vederlo posato su tetti di case alla ricerca di piccoli”.
“I principali problemi posti da questa specie sono costituiti da: disturbo presso le aree urbane, dove il Gabbiano reale tende a disturbare anche nelle ore notturne, diventando aggressivo nei confronti di coloro che considera intrusi presso il nido.
Le manifestazioni acustiche diventano intense a partire dal mese di febbraio fino allo sviluppo dei nidiacei (Pons, 2005).
Inconvenienti a tetti di edifici, per il rilascio di escrementi e materiali vari che possono ostruire grondaie, sfiatatoi, condotti di aerazione, ecc.; imbrattamento di imbarcazioni e di veicoli presso piazzali di sosta; interazioni (prelievo di rifiuti) presso le discariche di rifiuti solidi urbani; potenziali rischi sanitari per esseri umani e animali domestici, in particolare dove molti gabbiani frequentano riserve idriche ad uso potabile (Spaans et al., 1990); possibili negative conseguenze per la salute umana. Per esempio negli USA la contaminazione di riserve d’acqua pubblica da parte dei gabbiani è stata considerata la sorgente più plausibile per la trasmissione di malattie (Jones et al. 1978).
Rischi per la sicurezza aerea, soprattutto in fase di decollo e atterraggio degli aerei (“birdstrike”). I problemi si intensificano se l’aeroporto è ubicato tra le località utilizzate dai gabbiani per alimentarsi (ad esempio le discariche di RSU) e nei siti prossimi a dormitori”.
“Recentemente sono stati segnalati, anche nel nostro paese, alcuni casi di comportamento aggressivo nei confronti di esseri umani da parte dei gabbiani reali che nidificano sui tetti in aree urbane. Nelle aree urbane e in luoghi nei quali le persone forniscono intenzionalmente cibo ai gabbiani, la relazione tra l’uomo e i gabbiani può diventare pericolosa. Infatti i gabbiani che diventano confidenti con le persone per ottenere cibo possono comportarsi in modo aggressivo. Blokpoel and Tessier (1984), per esempio, riferiscono di gabbiani che rubavano cibo alle persone mentre mangiavano fuori da ristoranti e spaventavano i turisti, causando quindi problemi alle attività commerciali.
Tali episodi hanno riguardato sia i proprietari che frequentano tetti a terrazza, sia tecnici e operai che si spostano sui tetti per riparazioni varie (antenne, ecc.) inoltre utilizzano le gru come dormitori e “luoghi alti” da cui dominano la città.
In genere durante l’incubazione le coppie di Gabbiano reale ignorano l’intruso (umano), mentre le reazioni di mobbing, sia passivo con sorvoli, sia attivo fino a colpire l’intruso, avvengono nel periodo in cui sono presenti i pulcini, ma solo da parte di alcune coppie (Kilpi, 1988)”.
Le soluzioni per “sfrattare” legalmente i gabbiani o ridurne gli accessi: “Le modifiche ambientali hanno lo scopo di eliminare, o quantomeno ridurre, le fonti artificiali di cibo che i gabbiani hanno imparato a sfruttare (rifiuti dei pescherecci, cibo raccolto presso i mercati ittici, le fattorie, i cassonetti dei rifiuti, le discariche, ecc.), oltre ai siti utilizzati per il riposo e la nidificazione.
Per impedire l’accesso in balconi, terrazze, lastrici solari è opportuno predisporre una rete antintrusione a maglia 10×10 o 20×20 cm oppure una trama di fili ( Nylon ) tesi distanti da 50 cm a tre metri
Già nei mesi invernali i gabbiani reali adulti osservano l’ambiente e studiano il comportamento delle persone, individuando quelli che potranno essere dei siti adatti per costruire il nido, in contesti sufficientemente riparati e tranquilli. Vengono presi di mira i tetti sia piani che a falde, i contrappesi delle gru, i ponti di ferrovie dismesse e altri manufatti, poiché sono ottimi luoghi per allevare la prole. In altre parole, si tratta di piccole “isole” sospese, non raggiungibili dai predatori terrestri, e dove il disturbo umano è quasi assente.
Convivenza difficile? A mamma e babbo gabbiano poco importa se il nido è stato allestito nella selvaggia isola Piana o Foradada, oppure sul tetto di un palazzo condominiale. Fanno il loro dovere di genitori, portando materiale, alimentando i piccoli, comunicando con richiami, giorno e notte. Tutta questa attività può creare dei disagi ai cittadini, per il rumore e la sporcizia che viene causata. Se poi una persona o un operaio sale sul tetto o si avventura in un balcone dove c’è il nido, i gabbiani reagiscono con decisione per mettere in fuga quello che ai loro occhi è un intruso ed un pericolo per la prole.
Per ragioni tecniche e normative (i nidi degli uccelli sono protetti dalla Legge nazionale 157/92) intervenire quando la nidificazione è in corso è complicato o sconsigliato. Molto meglio agire preventivamente, quindi in inverno (fino a febbraio) predisponendo le “difese passive” costituite da dissuasori di appoggio idonei, reti antintrusione o sistemi deterrenti.
Come comportarsi nel caso si trovi un Gabbiano ferito o un giovane ai primi voli.
Per chi decide di soccorrere un animale ferito è fondamentale ricordare che si tratta di un animale selvatico ,quindi non aspettarsi riconoscimento se si cerca di aiutarlo, reagirà beccando con un becco molto forte e tagliente, si dovranno quindi adottare delle precauzioni: guanti molto resistenti o coprendolo con una coperta , quindi con cautela riporlo in una scatola al buio con pochi buchi per l’aerazione, quindi trasferirlo in un centro autorizzato ( in Sardegna i centri di Forestas) direttamente o attraverso il CFVA, barracelli ecc.
Se si ha a che fare con giovani appena involati non intervenire subito , infatti genitori cercheranno di aiutarlo , si può solamente creare delle situazioni favorenti all’involo es. mettendo dei rialzi sui cui possa salire per poi involarsi. In tutte queste operazioni dotarsi di un ombrello per evitare la reazione protettiva”.
Per questi motivi Lipu ha deciso di venire incontro alle amministrazioni ed enti locali fornendo alcuni suggerimenti per contenere le nidificazioni di Gabbiano reale nei centri abitati, “rendendoci conto che è impossibile il completo allontanamento.
Fare in modo che negli edifici non esistano strutture che facilitino la nidificazione o, se esistenti renderle inaccessibili, un sistema da utilizzarsi può essere quello dei fili di nylon tesi , ad esempio sulle gru , spessissimo utilizzate come posatoi.
Nel periodo precedente alla nidificazione (fine febbraio –fine aprile) frequentare tetti, terrazzi, terrazzini ecc. salendo mostrarsi almeno una volta alla settimana -10 giorni per rendere non sicuri per la nidificazione. A tal fine è molto efficace sollevare ed abbassare più volte (5-10) le braccia simulando un volo , i gabbiani non tollerano questo movimento e volano via anche se posati a 30-50 metri.
Evitare che ci siano rifiuti organici esposti , controllare la chiusura dei cassonetti , dei mastelli per l’umido, evitare l’abbandono dei rifiuti , combattendoli anche con sanzioni.
Proibire il rifornimento di cibo eccessivo e incontrollato da parte degli amanti dei gatti evitando che il sovrappiù non mangiato dai gatti sia di pasto per altri animali ( gabbiani , cornacchie , ratti , blatte ecc.). Chi somministra cibo ai gatti dovrà essere presente sino a quando questi avranno consumato il cibo e dovrà ritirare il resto.
Gli scarti della pesca sono formati da pesce ed altri organismi marini rigettati in mare, spesso già morti o morenti, durante le operazioni di pesca ; l’obbiettivo consiste nel limitare la disponibilità di scarti di pesce da parte dei gabbiani reali nelle acque marine e nei porti, a livello locale è possibile contrastare gli scarti della pesca attraverso lo svolgimento di campagne di sensibilizzazione nei confronti dei pescatori affinché comprendano l’importanza ecologica della riduzione degli scarti della pesca e collaborino rispettando le disposizioni normative.
Utilizzo di dissuasori che potranno essere acustici ( ultrasuoni) sagome ( esistono sagome di gabbiani morti, luminosi : esistono LASER verdi che utilizzati con attenzione e non puntati direttamente sugli occhi dell’animale (né ovviamente contro le persone)
Creazione di un gruppo di volontari che sensibilizzino la popolazione ed, all’occorrenza siano disposti a salire sui terrazzi
Richiesta all’ISPRA di intervenire direttamente sulle uova, in tal caso occorre seguire l’iter previsto per analoghe situazioni”.











